Telefonata con chiarimenti
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Le basi per consolidare il futuro e far sì che il grande basket non abbandoni il PalaRubini iniziano a farsi solide. Dopo settimane di incertezza, le nubi che oscuravano il futuro della palla a spicchi sembrano finalmente iniziare a diradarsi, lasciando spazio a una prospettiva che, pur complessa, appare oggi più nitida. Il punto di svolta è arrivato attraverso un doppio binario istituzionale e sportivo: prima il vertice tra il governatore Massimiliano Fedriga e la proprietà, poi il confronto franco, diretto e senza filtri avvenuto mercoledì sera con il Consorzio Trieste Basket. Da questi incontri emerge un Paul Matiasic che, lungi dal voler smobilitare nel silenzio, sta lavorando attivamente per garantire che la città non resti orfana di una categoria d'eccellenza. Se è vero che le indiscrezioni su un possibile spostamento dell'avvocato americano verso la Capitale sono diventate ormai certezza, è altrettanto evidente che la strategia del proprietario non sia quella dell'abbandono, quanto quella di una transizione guidata che salvaguardi il patrimonio sportivo locale. Il Consorzio Trieste Basket, con una nota ufficiale, ha voluto sottolineare come il tempo delle proteste e degli appelli accorati debba ora necessariamente lasciare il passo ad azioni mirate. Non si tratta più solo di sperare, ma di costruire. Il dialogo con Matiasic resta costante e costruttivo: l'avvocato ha ribadito a più riprese, sia nelle sedi politiche che a quelle economiche, la volontà di non lasciare Trieste senza pallacanestro, confermando l'esistenza di progetti specifici volti a mantenere vivo un asset che la città considera vitale. «In questa fase ancora incerta ed in costante evoluzione riguardo il futuro della pallacanestro nella nostra città - si legge nella nota emessa ieri dal Consorzio - Trieste Basket ribadisce il suo impegno basato sul dialogo e su un costante confronto con gli attori protagonisti di questa tormentata vicenda. Il tempo degli appelli e delle mere proteste deve lasciare spazio ad interventi ed azioni mirate al mantenimento del grande basket in città. E primo interlocutore, assieme alle istituzioni ed alle forze economiche cittadine, deve restare il proprietario della Pallacanestro Trieste, che continua a ribadire di non voler lasciare la nostra città senza pallacanestro. Persona con la quale proseguono contatti e progetti mirati alla salvaguardia di un patrimonio che Trieste non può e non vuole perdere». Certo, il percorso è ancora in pieno divenire, ma il segnale politico e d'intenti è arrivato forte e chiaro. La sfida, adesso, si sposta sulla sostenibilità. Per garantire un futuro serve che le forze economiche cittadine, sollecitate dal Consorzio e dalle istituzioni, facciano squadra per rendere il progetto Trieste solido. La strada è tracciata: la volontà di Matiasic di non spegnere la luce è il primo, fondamentale mattone su cui edificare la prossima stagione. 4.729 Gli abbonati della Pali. Trieste a questa stagione agonistica. È' il record assoluto nella storia del basket cittadino.