Il preview con Milano ad affrontare Reggio Emilia
Da La Repubblica di Milano a firma Luca Chiabotti, la vigilia dei playoff su sponda meneghina. Da stasera al Forum comincia la serie scudetto "Reggio ha mostrato la miglior difesa del campionato nel ritorno" Impossibile fare un pronostico. Troppo spesso, l'ultima volta domenica a Trento, l'Olimpia ha buttato via partite per pochi, disgraziati, minuti nei quali ha subito imbelle parziali negativi decisivi. Ci si può ritenere favoriti per lo scudetto, come la logica e la Coppa Italia vinta suggerirebbero, convivendo con questo problema? È la prima domanda per coach Peppe Poeta alla vigilia dei playoff: «Abbiamo prodotto tantissimi momenti di ottima pallacanestro anche contro squadre molto forti — dice il tecnico dell'Armani — ma limitare i momenti negativi all'interno della singola gara è la chiave dei nostri playoff. I motivi? Un po' di cose assieme. Avere due giovani, come Ellis e Mannion, nel ruolo chiave di playmaker ti permette degli up che poi tutti, io per primo come allenatore oltre a tutta la squadra, dobbiamo sostenere assieme quando arrivano i down. Il basket moderno è fatto di parziali, va trovato un filo comune per limitare quelli negativi, che sono una cosa da sistemare con la difesa e leadership in attacco che, complessivamente, non è mai stato un problema». Si danno già per sicure molte partenze, e qualche nuovo ingaggio, per l'anno prossimo. Quanto destabilizza la squadra? «Sarei un ipocrita se dicessi che la situazione è facile ma bisogna avere l'onestà intellettuale di ammettere che funziona così per tutti. Il mercato comincia sempre più in anticipo, non è una situazione piacevole ma penso che tutti, poi, nei playoff giochino per vincere». Come vi presentate ai playoff? «Dopo la Coppa Italia abbiamo disputato partite molto buone, contro Napoli, Venezia e Trieste. Ora affrontiamo Reggio Emilia, una delle squadre più in forma, che ha prodotto un girone di ritorno di altissimo livello mostrando la miglior difesa del campionato. È dura, ma dobbiamo concentrarci soprattutto su noi stessi, mettendo grande fisicità fin dal primo pallone. Saranno playoff molto equilibrati, con avversarie che hanno veterani capaci di prestazioni individuali importanti». Lo pensa davvero o vede favorite le solite Milano e Bologna? «Potrebbe succedere qualsiasi cosa. Già l'anno scorso, a Brescia, se non si fosse fatto male Ndour in gara-1 della finale contro Bologna, non so se sarebbe finita così... Virtus e Olimpia hanno avuto due stagioni complesse, hanno cambiato allenatore, sono in una situazione meno stabile che in passato e la cosa potrebbe avvantaggiare le avversarie. Noi non vogliamo che questo accada e ci auguriamo di trovare, in ogni partita, la compattezza che abbiamo avuto tante volte quest'anno». Armoni Brooks votato mvp del campionato, Leandro Bolmaro miglior difensore. Per un allenatore è una grande soddisfazione veder premiati dei suoi giocatori, mi era successo anche l'anno scorso a Brescia con Bilan e Della Valle. Ma come sempre con i premi individuali, è la squadra che ti mette in condizione di vincerli e vanno condivisi. È stato certamente l'anno della crescita esponenziale di Brooks in termini di costanza di rendimento e di Bolmaro. Ellis, da debuttante, si è consacrato a livello di Eurolega e non era scontato. Se analizzo i singoli giocatori, sono contento di questa squadra, per atteggiamento, per voglia di lottare. Ci è mancato qualcosa, soprattutto nelle partite decisive che hanno condizionato il finale di Eurolega. Dobbiamo imparare dalle sconfìtte». Che cosa le ha insegnato per il futuro la prima stagione di Eurolega da capo allenatore? «Che il livello è sempre più alto, gli investimenti aumentano e oltre alle solite big, ci sono new entry come Hapoel Tel Aviv e Dubai che spendono molto e vogliono vincere subito. È un mercato molto diffìcile, con budget inarrivabili e devi puntare su idee, corpi, in salute, e talento. I nostri modelli devono essere Zalgiris e Valencia, saper competere senza un budget enorme con idee, qualche giovane, provando a sorprendere. Per Milano i playoff sono sicuramente un obbiettivo, ma non farli non è un fallimento guardando a quello che c'è in giro». Sembra una vita, ma sono solo sei mesi che allena l'Olimpia... I miei primi 17 mesi da allenatore sono andati oltre il sogno. La finale scudetto da debuttante a Brescia, la vittoria in coppa Italia che l'Olimpia non conquistava da tre anni... all'inizio è stato tutto troppo bello, poi logicamente sono iniziate le difficoltà, ma fa tutto parte del percorso. Sono un allenatore giovane, voglio crescere, imparare. Ho la fiducia della squadra e della proprietà, metto tutto di questi mesi estremamente formativi nel bagaglio dell'esperienza».