Parla l'allenatore giuliano alla vigilia della sfida con Brescia
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Archiviata la stagione regolare, per la Pallacanestro Trieste è tempo di resettare tutto e tuffarsi nei playoff. Questa sera alle 20.30, il parquet del PalaLeonessa si accenderà per gara 1 dei quarti di finale. Sfida affascinante e carica di significati: da una parte la Germani Brescia, seconda forza del campionato al termine di un cammino straordinario, dall'altra i biancorossi, settimi in classifica, che arrivano a questo appuntamento con voglia di rivalsa dopo il 3-1 subito nella passata stagione. I precedenti stagionali sorridono alla Germani, ma l'ultimo scontro dello scorso 19 aprile al PalaRubini ha dimostrato che i biancorossi hanno le carte in regola per giocarsela. A presentare la serie è coach Francesco Taccetti. «Conquistare la post season è sempre un risultato estremamente positivo e non scontato in un campionato di alto livello come la LBA. Per il secondo anno consecutivo arriviamo a questo appuntamento e siamo orgogliosi di portare i colori della Pallacanestro Trieste nella lotta per 10 Scudetto 25-26». Il destino ha voluto che l'avversaria fosse la stessa dello scorso anno. «Ci troviamo di nuovo Brescia al primo turno, una squadra che negli ultimi due anni è stata sempre protagonista e che nella passata stagione è arrivata fino alla finale scudetto», continua Taccetti, «Conosciamo bene i nostri avversari, veniamo da un'ottima partita giocata contro di loro poche settimane fa e persa solo per dei dettagli. In quell'occasione abbiamo espresso a larghi tratti il nostro potenziale offensivo, contenendo il loro talento in difesa». Proprio sui dettagli e sull'atteggiamento mentale si giocherà il passaggio del turno. Taccetti ha le idee chiare sulla chiave tattica della serie. «Credo che l'andamento della sfida sarà dettato dalla nostra capacità di giocare sempre aggressivi su entrambi i lati del campo. Sarà fondamentale avere un'attenzione maniacale ai particolari: penso al limitare le palle perse, al catturare un rimbalzo in più, ma anche al togliere punti facili focalizzandoci sulle caratteristiche individuali dei giocatori di Brescia. In attacco dovremo distribuire le responsabilità, facendo perno sul talento di tanti nostri giocatori». Per il tecnico biancorosso, tuttavia, non si tratta di una partita come le altre, ma di un incrocio del destino dal forte sapore personale e romantico. «Personalmente, tornare a Brescia a giocare una serie playoff da capo allenatore è una tappa stupenda del mio percorso. È qualcosa che neanche il miglior sceneggiatore avrebbe potuto scrivere per me. Ne sono grato e affronterò questa sfida con l'entusiasmo di chi vive una 'prima volta' speciale, da condividere con il gruppo».