Obiettivo mantenere il fattore campo
Da BresciaOggi a cura di Luca Canini, l'immediata vigilia dei lombardi. Stagione regolare timbrata con la vittoria numero 21 messa a referto sei giorni fa contro Sassari (92-71); secondo posto in archivio con i complimenti (dovuti e doverosi) per un risultato storico oltre che strepitoso; premi individuali in bacheca e solo da tenere lucidati (capitan Della Valle migliore italiano del campionato, Burnell sesto uomo dell'anno); acciacchi smaltiti e gruppo al completo dopo il turno di riposo concesso per precauzione agli affaticati (Burnell e Cournooh): da stasera conta solo il qui e ora dei play-off. Che sul grande schermo del PalaLeonessa, alle• 20.30 per gara-1 dei quarti di finale, ripropongono un film che negli ultimi due anni è diventato un tormentone: l'incrocio con Trieste. Otto i precedenti con i giuliani tra Poeta e Cotelli, con sette vittorie bresciane e un solo successo giuliano, quello che in gara-2 della scorsa stagione fece da preludio al doppio blitz in trasferta che spalancò alla Germani le porte della semifinale. Dolcissimi ricordi che lasciano però il tempo che trovano: l'eterno presente della volata Scudetto impone che si vada a capo, mettendo da parte considerazioni di natura estemporanea e divagazioni troppo acrobatiche. Testa solo e soltanto al presente C'è da stare in campana e da mettersi subito in ritmo. Contro un avversario che ha tutto quello che serve per dare fastidio a Brescia. A partire dalla mano più calda della stagione regolare, quella dell'americano Jahmi'us Ramsey, capace di viaggiare a 19.3 alla voce punti realizzati ogni 40'. Osservato speciale d'obbligo in un gruppo solido e di qualità, guidato come si deve dall'ex Francesco Taccetti, sulla panchina di Magro per due stagioni (compresa quella della Coppa Italia 2023) e chiamato a subentrare in corsa allo spagnolo Israel Gonzàlez, bocciato dopo qualche sbandata di troppo. Cotelli contro Taccetti: la sfida tra ex colleghi di staff è servita. Con la Germani che ovviamente si presenta al casello dei quarti da favorita. Per la diversa caratura del roster e della stagione, per il maggiore tasso di esperienza dei biancoblù, per la doppia vittoria negli scontri diretti: 98-75 in casa, 82-86 con vista Golfo il 19 aprile, a fare doppietta adriatica dopo il blitz di Venezia. Da allora i giuliani hanno infilato tre sconfitte in altrettante partite, piegando la testa di fronte a Bologna e Milano e cedendo le chiavi del palazzetto di casa persino a Cremona. Non un grande momento per Taccetti e i suoi. Ma anche in questo caso vale la regola del qui e ora, che impone massima attenzione nell'approccio a gara-1 e suggerisce di fregarsene delle voci che ormai danno per certa la fine del grande basket dalle parti di Piazza Unità. Vietato sbagliare l'uscita dai blocchi Partire bene di solito è metà della fatica nel momento in cui si passa dalla prima alla seconda fase della stagione. In questo caso ancora di più visto che anche Brescia non è reduce da un grande periodo. Le sconfitte con Treviso e Tortona, unite ai cinque minuti e mezzo di black-out totale all'inizio del terzo quarto del match con Sassari, hanno messo i bastoni tra le ruote alla volata dei biancoblù. Certo, niente di cui essere davvero spaventati: arrivare alle ultime tre con il secondo posto quasi al sicuro, e dopo avere fatto gli smargiassi tra Venezia e Trieste, ha concesso al gruppo di tirare un attimo il fiato, abbassando fisiologicamente i giri a livello di cattiveria e di concentrazione. Giusto quindi essere curiosi per la reazione dei biancoblù dopo un mese in tono minore, ma guai a preoccuparsi seriamente di quello che potrebbe succedere stasera: troppo esperta questa Germani per farsi trovare impreparata, troppo solida la Leonessa del biennio Poeta-Cotelli per immaginare che Trieste possa recitare la parte dello scoglio battistiano in grado di arginare il mare. Attenzione solo a non commettere l'errore di facilitare il compito agli ospiti, che quando possono correre e tenere il ritmo alto sono capaci di produrre fatturati interessanti a livello offensivo. Brescia sa che dovrà soprattutto controllare i tempi del gioco, sfruttando i limiti difensivi e di tenuta dei triestini. Il resto verrà da sé. Testa sgombra, cuore leggero, fiducia totale: è il momento di rispolverare la vera Germani.