Vildoza disastroso
Dal Corriere di Bologna a cura di Luca Aquino. Quaranta minuti in apnea, senza mai dare l'impressione di essere ancora dentro questa serie piombando anche a -26 e ringraziando solo il rallentamento finale dell'Aquila per non uscirne ancora più umiliati. La Virtus viene travolta a Trento e ora è letteralmente a un passo dall'implosione, con facce e linguaggio del corpo che al momento non fanno pensare di poter ribaltare un trend tremendamente negativo. Per la prima volta, dal post Covid, l'Olidata si trova sotto in una serie contro un'avversaria che non si chiama Milano, i playoff hanno abituato a clamorosi ribaltoni in 48 ore - e questa serie lo dimostra - però va realmente cambiato registro e per gara 4 va ritrovata una parvenza di squadra che oggi non si vede più. Jakovljevic non è riuscito nel corso della partita a scuotere la squadra, nel primo tempo già in svantaggio in doppia cifra non ha nemmeno chiamato un timeout, tatticamente Trento ha dominato la partita anche se il gap principale è stato evidentemente nell'intensità e nell'energia. Le assenze (Pajola, Diarra, Alston) non possono essere un alibi perché comunque dall'altra parte non è mai sceso in campo nella serie Devante' Jones, uomo fondamentale nello scacchiere di Cancellieri che non ha certo un roster così profondo come quello dell'Olidata. I 10 assist totali sono una fotografia di come la palla non abbia mai circolato, da cacciatore (in gara 1) la Virtus è diventata preda ieri sera, subendo ogni contatto fisico e soprattutto passiva in una difesa sempre in ritardo. Si è attaccato con passaggi elementari e perimetrali, esecuzioni scolastiche senza mai prendere vantaggi e riducendosi a improbabili uno contro uno negli ultimi secondi, in difesa si è sanguinato come davanti a uno squalo con i cambi sistematici già al primo pick and roll lasciando mis-match sul perimetro e in area - che Trento è stata bravissima a sfruttare. All'intervallo i padroni di casa avevano segnato 51 punti con 8/14 da tre, nel terzo quarto ne hanno aggiunti altri 31 quando ci si aspettava che la Virtus sarebbe scesa in campo con gli occhi della tigre e non con quelli impauriti di un gatto smarrito in autostrada, fermandosi a 102 finali solo per un ultimo quarto già a braccia alzate e attenzione decisamente calata. Da salvare non c'è nulla, Smailagic chiamato in causa per il forfait di Diarra e con qualcosa da dimostrare, è stato l'unico con un minimo di presenza quando ancora c'era partita. Sostanzialmente solo nei primi 10 minuti, iniziati con 7 punti di Edwards poi deragliato in una squadra lasciata senza regia dall'irriconoscibile Vildoza (di gran lunga il peggiore in campo) e dal confusionario Yago.