Reazione della squadra di coach Fioretti fra le mura amiche
Da La Stampa di Alessandria a firma Stefano Summa, il recap della gara 3. Alla Nova Arena Tortona ritrova sè stessa e, con una grande partita per quasi tutti i 40', costringe Venezia a dover tornare per gara 4. Due protagonisti mancati di gara 2, Vital e Olejniczak, alimentano l'avvio gagliardo dei leoni sul parquet della Nova Arena: partenza che coglie forse di sorpresa una Reyer fisica come sempre, ma insolitamente imprecisa al tiro e pasticciona nelle esecuzioni offensive. Troppo imprecisa e pasticciona a giudizio di coach Spahija, che chiama timeout dopo appena 3'. In parte riesce in tale intento, perché solo coast to coast, penetrazioni al ferro e jumper dalla media di Manjon muovono il punteggio in seguito. Da parte loro gli orogranata continuano a loro volta a sbagliare tanto al tiro e i liberi lucrati non bastano a compensare gli errori. La Reyer allora prova a girare la sfida col quintetto difensivo, la Bertram risponde con quello piccolo (con Gorham e Chapman insieme in campo) e, con crescente personalità, sembra prendere il sopravvento sulla sfida. Certo, le triple spaziali di Baldasso aiutano e non poco, in generale però l'impressione è che lo schieramento scelto riesca a togliere punti di riferimento e solidità alla difesa avversaria, una volta aggirata la sua asfissiante presenza sul perimetro. I lagunari da parte loro continuano a faticare a livello realizzativo (eloquente l'1/13 da tre, con la bomba di Valentine arrivata solo allo scadere del secondo quarto) e così i leoni piazzano un sublime parziale di 13-4, sul quale però piomba l'episodio tra Cole e Hubb (fallo antisportivo del primo sul secondo, tecnico per Gorham ed espulsione per Olejniczak per il coinvolgimento nelle successive scaramucce). Rende la partita più nervosa, più sporca tecnicamente e ancor più fisica sotto canestro, ma non basta per far deviare Tortona dal solido vantaggio sul match alla sosta lunga. +12 sul tabellone, il giusto premio per il valido primo tempo condotto dai bianconeri, ma per nulla promessa di vittoria alla sirena conclusiva. Gara 2 lo ha insegnato alla Bertram e la Reyer ci tiene a ripeterle la lezione, approcciando meglio la ripresa con un mix di quintetto base e second unit. Gli uomini di coach Fioretti prestano troppo il fianco alla ritrovata capacità avversaria di trovare vantaggi e mismatch (con relativi canestri e liberi) dei lagunari, l'ennesima bomba a segno di Valentine fa poi suonare l'allarme sul –3 a 3'minuti scarsi dall'ultima frazione di gioco. A variabile impazzita per parte orogranata, Vital si comporta a sua volta da tale con due grandi triple che ristabiliscono distanze più tranquille. Ma poi la Bertram si complica la vita con scarsa presenza a rimbalzo difensivo nel finale di terzo quarto, con le seconde chance Venezia si riporta sul –4 al momento della verità. Leadership sul punteggio esile per Tortona, per difenderla o aumentarla servono altri protagonisti rimasti silenti per diversi tratti del match. Come Hubb, che da un'importante giocata difensiva trae le energie necessarie per colpire come sa da tre, e Baldasso, al ritorno a bersaglio dopo un terzo quarto un po'in ombra. Sono quei giocatori che fanno vincere le partite, lo riconfermano con i canestri che lanciano definitivamente la Bertram coinvolgendo il resto della squadra (volata finale monumentale di Biligha, la cui schiacciata pone il sigillo definitivo sul successo).