Il titolo rimane nella città giuliana
Fonte: tsportinthecity.it a cura di Francesco Freni
Giornata importante per il futuro della Pallacanestro Trieste. Per non far torto ad ogni singolo giorno della settimana appena trascorsa in cui, da lunedì sera, sono emerse nuove voci, indiscrezioni, dichiarazioni “citate”, ottimismo e pessimismo, anche questo venerdì è ricco di notizie, ma stavolta il margine di incertezza pare davvero ridottissimo.
Paul Matiasic, attraverso il suo ufficio stampa romano, parla apertamente del suo progetto nella capitale, definendolo un investimento a medio lungo termine capace di generare proventi milionari con un impatto per la città da oltre 20 milioni, un nuovo concetto di spettacolo e successi sportivi in Italia ed in Europa. Sarà pure un ufficio stampa fra i più affermati in Italia, ma sembrano dichiarazioni copiate ed incollate tali e quali da quelle che lo stesso Matiasic affidò ai giornali ed alla città nell’estate di due anni fa. Certo, allora si riferiva a Trieste, la terra dei suoi avi con la quale nutriva un legame viscerale, ora il legame viscerale con Roma pare averlo per altre logiche, ma la sostanza delle sue parole non cambia di una virgola. Peraltro, proprio l’esperienza triestina viene citata dai suoi portavoce come esempio di virtuosismo imprenditoriale e sportivo. Roma rappresenterebbe dunque l’evoluzione naturale del modello vincente testato sotto San Giusto, trasformando la pallacanestro in un eccezionale motore di partecipazione e di attrazione di nuovi investimenti. I dati dell’affluenza media, gli abbonati, la qualificazione alla coppa europea, finanche la promozione in A1 (arrivata peraltro prima che lui diventasse proprietario) per finire con i riscontri della comunicazione digitale e dell’impatto sociale sono riportati come se fossero la faccia bella di CSGI in questi due anni nei quali, però, l’avvocato californiano si sarà presentato in città probabilmente un totale di cinque volte, svanendo completamente nel nulla dal febbraio scorso. Faccia bella che, non dimentichiamolo, gli viene portata in dote dal lavoro di decine di persone che non cita, dal GM a Il Cuore in Campo, dal coaching staff ai produttori di contenuti, ed infine alla passione viscerale di migliaia di appassionati. Passione che, è bene ricordarlo, viene da lontano, almeno da cinquant’anni prima del suo avvento. Va da sé che i capitali ce li abbia messi lui (19 milioni, dice, peraltro non da solo), ma se credi che solo seppellendo le monete d’oro nel Campo dei Miracoli ed innaffiandole con acqua e sale queste crescano autonomamente generando un albero di monete, o sei Pinocchio convinto dal Gatto e la Volpe o sei intellettualmente poco preciso. Paul Matiasic non è né una né l’altra cosa, e veder citato il lavoro dei suoi collaboratori ci sarebbe davvero piaciuto.
Ma questa è la faccia bella che evidentemente gli è anche indispensabile per presentarsi trionfalmente in una piazza che di certo non freme nell’attesa di affollare il costosissimo PalaEur per assistere alle gesta di una realtà senza storia e senza tradizione, scippata ad altre piazze, formata da un mix di “giocatori americani e di giocatori italiani e provenienti dal resto d’Europa” (ma guarda che novità progettuale dirompente).
Discutibili o meno, sono però le prime parole pronunciate dal gruppo attuale proprietario della Pallacanestro Trieste sulle sue intenzioni future. Come anche quelle, ben più rassicuranti, sul rilancio del progetto triestino: la preiscrizione della Pallacanestro Trieste alla LBA del prossimo anno è stata effettuata, e proseguono le interlocuzioni per la ricerca di potenziali nuovi acquirenti, affiancate dai costanti contatti istituzionali con il sindaco Dipiazza e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Al di là delle dichiarazioni, l’aspetto che pare costituire la novità più eclatante della giornata è quella “ricerca di nuovi acquirenti“, che parrebbe aprire, stavolta ufficialmente, alla vendita del club, circostanza che finora era stata paventata ma mai espressa esplicitamente. Ora può iniziare davvero il futuro verso orizzonti che paiono molto più sgombri di nubi, a patto che promesse e rassicurazioni degli stakeholders si trasformino in fatti concreti.
Già: Matiasic va a Roma e Trieste rimane a Trieste, lo dice lui. Ma siccome è indispensabile un titolo sportivo per partecipare alla LBA nella capitale, quale è la piazza su cui sta per calare la mannaia? Nei giorni scorsi la Gazzetta dello Sport parlava di due club in lizza (fra cui non c’era Scafati, che aveva declinato l’offerta un paio di settimane fa). Oggi, da Roma, rimbalza una indiscrezione clamorosa: potrebbe essere proprio Brescia l’obiettivo di Matiasic, confermando sussurri che ormai da tempo si ripetevano in modo sempre più insistente. I segnali sono molti e sono convergenti, ma la partecipazione della Germani alla semifinale con Milano toglie ogni possibilità di eventuali sviluppi ufficiali nelle prossime ore. Di certo, in questo torrido fine settimana di fine primavera, non si parla d’altro.