Un Bolmaro strepitoso
Da La Repubblica a cura di Massimo Pisa, quello che resta di gara 1. Al primo colpo, col diesel del primo quarto sostituito dal turbo degli altri tre. Con la difesa che lievita di conseguenza, chiudendo tutti i rubinetti dopo aver incassato 30 punti nei primi 12 minuti: ne serviranno 25 a Brescia per segnarne altrettanti, con l'Armani ormai scappata a +26, più atletica, più attenta (7 palle perse nei primi 11', solo 4 da lì), più lucida nell'attaccare il lato debole e affondare il pick'n'roll. Armani più in tutto, insomma, come lo straripante Boimaro di primavera, il Brooks chirurgo quando serve, il Nebo che vola sopra chiunque, le piccole cose di Shields e Leday, le letture di Guduric. Peppe Poeta sbanca al primo giro di semifinale il parquet che fu suo, dominando la sfida alle lavagnette contro l'ex vice Cotelli. domani sera, dovesse fare il bis, la strada per la finale scudetto sarebbe già spianata: «Questa ce la mettiamo da parte - esulta il coach - abbiamo fatto una partita di alto livello difensivo e di fisicità. Ma loro sono oliati, intelligenti e hanno anima, sanno reagire». Come l'Olimpia, cui servono i primi 10 minuti dopo otto giorni di clausura in palestra, per prendere ritmo. La Germani scappa sul 15-6 al 6' lucrando sulle palle perse milanese e sulla pigrizia negli aiuti e a rimbalzo dove si infilano Bilan e Rivers. Con Ellis ancora balbettante, sono Guduric e Bolmaro a sistemare le cose in difesa e un paio di schiacciate di Nebo (in contropiede) e Diop (in pick'n'roll a trovare le prime crepe nell'area blu. Ma soltanto dopo il 26-16 firmato Cournoh, le cose cominciano a girare in direzione Armani: le prime triple di Guduric e Ricci, le rasoiate di Bolmaro e Brooks e il dinamismo di Diop fanno finalmente cantare l'attacco milanese, così che il primo sorpasso firmato dall'argentino (34-35 al 17') appare ovvia conseguenza di una difesa che soffre il giusto da Della Valle ma elide a poco a poco Ivanovic, Burnell e Bilan. Brooks, sulla sirena, infila un più 3 che prelude al primo più 12 con i primi squilli di Ellis, Leday e Shields (41-53 al 23') e diventa fossato all'ennesimo timbro di Ricci (46-65 al 29'). Da lì, l'Armani non si volta più indietro, anzi va in goleada fino al 58-84 al tramonto del terzo quarto. Bolmaro avverte: «Siamo felici ma restiamo umili per gara due. Ma da noi tutti, col talento, possono emergere».