La Germani Brescia contro tutto e tutti porta la serie sull' 1 a 1

01 giugno 2026 08:15

Prova di carattere degli uomini di Cotelli

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della vittoriosa gara 2 della Germani. Brescia è viva e porta la semifinale con Milano sull'1-1 con le specialità della casa: l'intelligenza, il mestiere, l'esperienza, anche il talento. Non sazia dello scalpo di gara-1, l'Olimpia era avanti (71- 72) a 6' dalla fine, prima di restare senza segnare nei 4' successivi, in una serata nervosa, in cui al 38' aveva sbagliato 19 triple su 23 e alla fine anche IO tiri liberi su 28, in una gara persa di 6. Bene quando con Ellis ha potuto correre per il campo, merce rara ai playoff, rientrando dal nuovo convincente inizio della Leonessa (26-17 al 12'). Con l'attacco spuntato Milano ha patito l'alternanza di perle ed errori di Shields anche in una serata totale, e la necessità di affidarsi fin troppo a Bolmaro, eroe di gara-1, perché se nei suoi 15 tiri troppi sono in sospensione poi finisce col 38% da due. Intelligenza Di là Della Valle ha fatto le onde e Ivanovic ha impacchettato la seconda miglior prova stagionale, 24 punti, con 11 falli subiti: una chiave sono i loro 26 liberi tirati in coppia, e per una squadra già bravissima a conquistarne, i 42 di squadra sono massimo stagionale. «Abbiamo fatto una partita poco intelligente, ei siamo innervositi con gli arbitri dice Peppe Poeta -. In difesa a lungo abbiamo fatto la partita che volevamo. Gli arbitri hanno scelto questo metro e l'hanno mantenuto, abbiamo fatto fatica a interpretarlo. La serie è molto chiara: dipende se riusciamo a imporre la nostra fisicità senza innervosirci o se permettiamo alla loro intelligenza cestistica di portarci sui loro binari». Era quello che aveva chiesto Matteo Cotelli che commenta: «L'obiettivo è trasformare l'aggressività di Milano in vantaggi che non sono solo falli conquistati, ma anche penetrazioni, gioco senza palla, situazioni di ingresso per togliere aggressività alla difesa, correre per evitare la pressione. Questione di intelligenza cestistica, ma anche di durezza maggiore di gara-1». Futuro L'elefante nella stanza sono le indiscrezioni sull'offerta del patron triestino Matiasic di rilevare il club, per portarlo a Roma. Il presidente Lerrari in gara-1 aveva accanto il sindaco Castelletti, ieri l'assessore allo sport Cantoni ha assicurato che l'amministrazione è tranquilla. La gente meno: la curva srotola un "Roma, no grazie" e intona "Giù le mani dalla Leonessa" e "Tutto questo non può finire", come i triestini una settimana fa. «Abbiamo cercato di chiuderci in una bolla - aggiunge Cotelli -. In questi giorni mi è parso di vivere in un mondo parallelo, la piazza merita il paleoscenico di questi anni. Da bresciano spero che l'anno prossimo saremo qui, e credo di non avere dubbi per quanto comunicato dal club». Potrebbe essere stata l'ultima al PalaLeonessa. O si potrebbe tornare per gara-5. O direttamente per la finale. Brescia a Milano ha già dimostrato di saper vincere. 

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