L'1% rischia di bloccare tutto
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Mentre i playoff entrano nel vivo e la finale scudetto è ormai alle porte, i veri scossoni alla geografia della prossima Serie A si stanno consumando dietro le quinte, in quel frenetico mercato dei titoli sportivi che sta stravolgendo il basket italiano. Al centro di questo terremoto c'è l'asse che unisce Trieste, Brescia e Roma, piazze il cui destino si intreccia in un effetto domino che cambia scenario di ora in ora. Che il presidente della Pallacanestro Trieste, Paul Matiasic, abbia scelto la Capitale per un progetto in grande stile non è più un mistero. I tasselli logistici e strutturali sono al loro posto: l'acquisizione degli spazi del PalaEur è cosa fatta, così come l'accordo strategico con la Stella Ebk di Matteo Boniciolli, mossa che garantisce all'avvocato americano sia le formazioni giovanili necessarie per rispettare i regolamenti, sia le strutture per gli allenamenti. Sulla volontà del magnate di sbarcare a Roma non ci sono dubbi, il rebus riguarda le modalità legali e i titoli sportivi. Fino a poche ore fa la strada sembrava tracciata: Matiasic avrebbe acquisito il titolo di Brescia per trasferirlo all'ombra del Colosseo, la Leonessa sarebbe ripartitadalla A2 rilevando il titolo di Torino, e Trieste avrebbe mantenuto il proprio posto in Al. Nelle ultime ore, però, si registra un altro possibile scenario. Mauro Ferrari, patron bresciano, avrebbe infatti confidato nella ristretta cerchia dei suoi collaboratori la netta volontà di non voler fare la A2, rilanciando l'intenzione di rimanere nel massimo campionato. Si profilerebbe così un incastro differente: Brescia resterebbe in Serie Al, ma acquisendo il titolo sportivo di Trieste. Ma perché questo complesso giro di diritti, invece di un più lineare sbarco di Matiasic aRoma con il titolo triestino, lasciando Brescia intatta? La risposta è strategica ed è legata alle ambizioni europee: rilevando il titolo della Leonessa, Matiasic non solo si assicurerebbe la Serie A per la sua Roma, ma erediterebbe anche il diritto a disputare l'Eurocup, una vetrina internazionale che il titolo di Trieste non può garantirgli. Tuttavia, è proprio su questo passaggio che l'intera architettura della trattativa scricchiola, rivelando una fragilità burocratica non da poco. Sebbene l'indiscrezione di un passaggio del titolo da Trieste a Brescia stia rimbalzando con insistenza, lo scenario non convince. Paul Matiasic controlla il 99% delle quote del club giuliano ma non può muoversi in totale autonomia: lo statuto prevede infatti una clausola ben precisa secondo cui, per cedere il titolo sportivo, è tassativamente obbligatoria la convocazione formale dell'assemblea dei soci. Una chiamata che, a ieri, il presidente non ha mai effettuato.