Peppe Poeta: «non fermiamoci qua, abbiamo un passo ancora da fare»

06 giugno 2026 07:22

Milano per l'ennesima volta in finale scudetto

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della vittoriosa gara 4 dell'Olimpia Milano. Da giovedì l'Olimpia gioca per il 32° scudetto della sua storia. Stasera o lunedì saprà chi, tra Reyer e Virtus, sarà l'avversaria nella finale a cui torna dopo averla mancata l'anno scorso, unica volta post Covid. Ci torna per la 23a volta, quasi la metà degli anni da quando si disputano i playoff, all'inseguimento (dopo Supercoppa e Coppa Italia) di quello che sarebbe il primo triplete italiano della propria storia. Con Peppe Poeta alla guida, ci toma dopo aver battuto la squadra con cui il tecnico (promosso a novembre) era andato in finale l'anno scorso, Brescia, e che aveva finito la stagione regolare seconda, davanti a Milano terza. Fatale alla Germani la sconfitta interna di gara-1 che l'ha costretta poi sempre a inseguire il fattore campo perso, fermandosi un passo prima rispetto a dodici mesi fa. Azzurro «Inutile nasconderlo, siamo alla fine di un ciclo, probabilmente tante cose cambieranno durante l'estate, in spogliatoio c'è stata grande commozione», chiude il sipario coach Matteo Cotelli su una eccellente stagione da debuttante in panchina, poco dopo averla finita col groppo in gola sotto lo spicchio di palazzo azzurro: «Credo che Brescia debba essere orgogliosa di questi ragazzi che non hanno mai mollato, come lo sono io. Riuscire a tenere l'ambiente sereno non è stato facile, siamo esseri umani. Non so cosa sarà del futuro ma le voci non sono semplici da gestire». Il riferimento è alle nubi sul futuro del club, per le attenzioni del patron triestino Matiasic, che si sono addensate durante la serie: dopo averle smentite, il patron Mauro Ferrari ha provato a scacciarle con giorni di attivismo sul mercato in cui, dopo aver rinnovato tutto lo staff, con Bilan e Della Valle confermati, è dato sulle tracce di Iroegbu e John Brown III, dopo Wheatle e Veronesi. Inevitabile caricare di attesa i prossimi giorni. Di fianco a Ferrari ieri c'era il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini: «Tifoso dell'Olimpia da bambino dai tempi di Premier, ma qui ospite di Brescia per gustarsi la partita» , ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in maglia azzurra (della nazionale di canottaggio). Tra i 9000 del Forum anche f olimpionica e iridata di volley Myriam Sylla. Quartetto Ha importanza relativa per Brescia come sia andata l'ultima notte della stagione, ne ha per Milano come arriva alla finale: molto solida. Sulle spalle del 74% da due, anche correndo, in una sera da 18 triple sbagliate su 25, l'Olimpia ha trovato nell'mvp di Serie A Brooks (14 punti nella ripresa, dopo i 4 nel primo tempo e aver iniziato con 0/5 da tre) l'anima dello strappo dal 50- 45 al 23' al 78-59 al 33': attorno a lui, Shields, LeDay e Nebo hanno completato i Fab Four di Poeta raramente visti così bene tutti insieme, riuscendo spesso a scappare in campo aperto. Se Bolmaro col passare della serie ha perso il controllo dei nervi, Ricci a suon di scintille ha dato il benvenuto al futuro compagno Bumell: a proposito di Fab Four, il poker con lui, Bilan (19 punti e 12 rimbalzi), un Della Valle in crescendo e un Ivanovic all'addio ha chiuso a testa alta una serata che per Brescia era iniziata con un primo quarto da 5 perse e 0/5 da tre (1/10 al riposo) ed è finita risalendo da -19 a -5 nell'ultimo minuto. «Siamo stati un po' meno bravi difensivamente ma non ci siamo fermati contro la zona, abbiamo tirato male da tre e nonostante questo abbiamo continuato a produrre facendo 91 punti - tira le somme Poeta -. Abbiamo fatto quattro gare di estrema solidità in cui abbiamo perso un po' il filo solo a fine gara-2. Non dobbiamo fermarci qua, abbiamo ancora un ultimo passo da fare». 

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