L'allenatore esordiente soddisfatto
Da BresciaOggi a cura di Alberto Banzola, a bocce ferme parla coach Cotelli. Se c'è un volto simbolo della stagione della Germani è quello di Matteo Cotelli. Il coach fatto in casa, l'eterno secondo della Leonessa dei canestri, cresciuto alle spalle del duo Diana-Giannoni prima e poi negli staff di Vincenzo Esposito, Maurizio Buscaglia, Alessandro Magro e Peppe Poeta, ha dimostrato di avere i numeri e il temperamento per essere un capo allenatore con i baffi in Serie A. 21 vittorie in 28 partite di regular season, secondo posto in campionato a stabilire un nuovo primato societario assoluto: non male per un esordiente sul quale in pochi forse avrebbero scommesso. L'ha fatto Mauro Ferrari, che dopo avere lanciato Alessandro Magro e offerto l'occasione della vita a Peppe Poeta (che sta giocando la seconda finale scudetto della sua carriera da allenatore con la canotta dell'Olimpia Milano), ha puntato forte sull'allenatore di Borgo Trento, chiamato a ereditare la panchina di una squadra reduce dalla prima serie tricolore della sua storia. A 30 anni dall'ultimo coach locale alla guida di Brescia, Matteo De Maio, l'omonimo Cotelli chiude la sua annata da esordiente extra lusso con una finale di Supercoppa e due semifinali, quella di Coppa Italia di Torino e la recente serie play-off. Denominatore comune Milano, avversaria maledetta alla quale Brescia inizia a dare un po' (un po' tanto) fastidio. La parola alla panchina «È stata una stagione complicata e problematica - racconta Cotelli -, con tanti ostacoli e tanti infortuni: con umiltà e serenità li abbiamo superati, con il supporto del club. Certo, una stagione del genere non era nemmeno pronosticabile nei sogni del ragazzo che nel 2014 faceva da assistant coach in A2». Una promozione a capo-allenatore figlia della pazienza e della voglia di emergere di un coach con le idee molto chiare e la testa sulle spalle. «Mi ritengo molto fortunato a lavorare in un club che mi ha lasciato tante responsabilità, mi ha dato fiducia e che devo solo ringraziare per la chance che mi ha offerto. Devo ringraziare la società, ma credo anche di averci messo tanto di mio in questa stagione e di avere aiutato la squadra a compiere questo percorso». La squadra: un esempio incredibile di coesione e unità di intenti, un modello che difficilmente si trova nel basket moderno. «I ragazzi mi hanno supportato tanto: dopo gara-4 negli spogliatoi del Forum, con forte commozione, li ho ringraziati e gli ho augurato che possano trovare ancora una squadra come quella di questa stagione nella loro carriera. Sono orgoglioso, e lo sono anche i miei ragazzi, di quanto abbiamo fatto tutti assieme». Presente e futuro: stasera alle 20 al PalaLeonessa ci sarà il saluto della squadra ai tifosi. Per molti un addio e la fine di un ciclo bellissimo; per coach Matteo Cotelli - che sembra abbia firmato un'estensione triennale con il club cittadino - un arrivederci, in attesa di capire le intenzioni del club cittadino, avvolto nei mille punti interrogativi di passaggi convulsi. «Ci sarà un nuovo inizio, un nuovo ciclo: io e lo staff ne faremo parte, anche se l'ufficialità arriverà più avanti. Nelle prossime settimane entreremo nei dettagli del nuovo roster. Ora lasciatemi solo ringraziare i ragazzi che hanno combattuto con questa maglia, dando tantissimo in campo».