Attesa per le prossime mosse di Zanetti
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi. La Virtus alla catalana è pronta ad entrare in pista, pilotata da Alex Mumbrù, e adesso che c'è un allenatore che ha tanta strada davanti, ma pure robuste esperienze alle spalle, se ne dovrà completare la costruzione, azzeccando gli innesti di pregio sul tronco sgrossato con giusto anticipo. Il mercato arido imponeva tempi che collidono con le scelte del tecnico, soprattutto alla voce italiani, lasciando però vuote le caselle di chi darà spessore e colore al gruppo. Mumbrù interverrà su quelli che fanno gol (ruoli 2 e 4) e pure su chi resterà o partirà, dei big in forza, già perso Edwards per lo Zalgiris, Il coach ha firmato martedì, in un rapido blitz bolognese, un biennale da 850 mila euro, volando poi ieri a Berlino a far apporre l'ultimo timbro alla federazione tedesca e a sbloccare l'annuncio congiunto del futuro doppio incarico. Guiderà insieme la nazionale di Germania campione del mondo e la Virtus, sua nuova bandiera. Il part time non è un inedito, qui: vedi Scariolo e Banchi, per stare all'altro ieri. Fatta la nomina, la cerimonia d'insediamento fa supporre che vi prenderà la parola Massimo Zanetti: non solo sulla panchina, ma sull'intero stato dell'arte di casa Virtus, in campo e fuori. Non è un segreto che il proprietario abbia messo in vendita la società, o quote di essa, cercando quantomeno un partner con cui affrontare imminenti gradini ripidi della sua decennale scala bianconera. All'ordinaria amministrazione s'è appena aggiunta la novità della Virtus invitata dall'Eurolega, come altri club a bordo, a ritirare la licenza perpetua per rimanere nel circolo delle elette. Ovviamente, passando alla cassa. La richiesta balla sui 55-60 milioni che, anche versati a rate lungo il prossimo decennio, sono una cifra impegnativa, soprattutto se accostata ai virtuosismi in corso per allestire una squadra decorosa, con un budget fra i più ridotti del torneo. Per questo passo esoso ma necessario non guasterebbe un socio in ditta. Zanetti ha colloqui aperti. L'Eurolega cerca di allargare la massa critica dei suoi club, e vorrebbe contarne 28 a regime, per resistere all'invasione di Nba Europe (o negoziarci la convivenza, forte d'una base folta e patinata). Restare dove si fanno i giochi è doveroso, per consolidare il valore del bene e del marchio, benché incomba un ulteriore rischio: quello di trovarsi su un binario morto, se l'impatto dello sbarco yankee sarà così dirompente da travolgere un basket europeo che potremmo non riconoscere più. In ogni caso, un dopo ci vorrà, quando Zanetti lascerà, valutando da tempo che la sua bella parabola sia in vista del capolinea. La partita del futuro è più questa che quella affidata a Mumbrù. Poi in campo andrà lui: che Passista la suerte è il minimo da augurargli.