Il sindaco di Trieste Dipiazza: «siamo abituati a vincere»

25 giugno 2026 06:37

Soddisfazione anche il per governatore Fedriga

Da Il Piccolo a cura di Laura Blasich. «Siamo abituati a vincere». Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza commenta così quello che pare lo sblocco, positivo, del futuro della Pallacanestro Trieste. Alla luce della nota della società, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga si dice da parte sua «felice si sia mantenuto l'impegno a conservare non solo la squadra a Trieste, ma anche la categoria». «Ora aspettiamo un incontro con la società e nel caso sia presentato un progetto di medio-lungo termine serio, la Regione, come ho sempre detto, ci sarà nella misuraincuic'è stata fino a oggi», aggiunge il governatore, cui l'ex presidente di Pallacanestro Trieste Paul Matisic ha comunicato nella giornata di martedì l'evoluzione del percorso. Pur con toni meno esuberanti rispetto a Dipiazza, tirano un sospiro di sollievo anche il senatore pentastellato Stefano Patuanelli e il consigliere regionale dem, già sindaco e presidente della società, Roberto Cosolini, che con il primo cittadino in carica ha inviato una lettera al presidente della Fip Petrucci chiedendogli di farse garante per evitare il trasferimento della squadra a Roma. Per entrambi, però, non c'è nulla da gioire, vistalafine di Brescia. Il sindaco di Trieste lascia intendere che la notizia era attesa, anche se lascia «parzialmente soddisfatti», al momento. Della gestione del PalaRubini Dipiazza non parla in modo esplicito, ma dice di aspettare il 26 giugno, la data ultima per l'iscrizione al campionato che richiede l'indicazione di un impianto. Una scadenza che la società biancorossa in questi giorni ha deciso di affrontare dicendosi pronta a indicare il PalaBigot di Gorizia come sede per le partite casalinghe della stagione 2026/2027. Dopo la scadenza, ITI giugno del bando per la gestione del PalaRubini, cui Pallacanestro Trieste nonha partecipato, l'interlocuzione tra Comune e società è comunque proseguita. «Bisogna ricordarsi che la gestione coinvolge fondi pubblici, dobbiamo comportarci come da legge e questo abbiamo fatto», ci tiene a sottolineare il sindaco. La gestione del palazzetto è forse l'aspetto su cui l'ex primo cittadino Cosolini, e già presidente di Pallacanestro Trieste, si sente più fiducioso. «È chiaro che la cosa si risolve: la società non ha partecipato a bando perché al tempo il presidente Matiasic voleva avere le mani libere», osserva Cosolini, convinto che, alla fine, i tifosi potranno seguire la squadra nell'impianto di Valmaura e non a Gorizia. «Intanto oggi (ieri, ndr) però ci godiamo Italia-Croazia al PalaBigot, sperando che Gorizia torni a una situazione più in linea con la sua storia cestistica», aggiunge il già presidente della Pallacanestro Trieste, che della conclusione di mesi di incertezza per la permanenza della società nella massima serie non riesce a dare una lettura solo positiva. «Visto il destino di Brescia, si potrebbe dire "mors tua vita mea", ma ritorno su quanto con il sindaco Dipiazza avevo scritto al presidente della Fip Petrucci, perché il sistema è arrivato a consentire operazioni che non andrebbero consentite», afferma in modo netto Cosolini. Insomma, «non c'è alcun gaudio». Anzi: «La vicenda che riguarda Brescia, la squadra in fìnaie lo scorso campionato e arrivata seconda nella regular season in questo, è vergognosa, come lo sarebbe stata quella che potevariguardare Trieste». La notizia non ha sorpreso il senatore Patuanelli, legato da un rapporto di amicizia con l'ex presidente del club bresciano, Graziella Bragaglio, dimessasi dal Cda la scorsa settimana. «La cosa era nell'aria, non sono caduto dalle nuvole», dice Patuanelli, secondo cui vanno però sciolti ancora diversi nodi. «Per la Pallacanestro Trieste sembra aprirsi il mantenimento della categoria, anche se il quadro societario e il budget non sono ancora chiari», conferma il senatore che, come Roberto Cosolini, è convinto che «quanto vissuto da Cremona, Brescia e Trieste richiede che gli organi sportivi affrontino il tema del trasferimento dei titoli». Il mondo del basket deve per Patuanelli trovare il modo di «contemperare le esigenze di attrarre investimenti e di flessibilità con quelle di mantenere le sue identità cestistiche, un radicamento che significa anche vivai giovanili e quindi nuovi giocatori». Patuanelli pensa a Trieste, ma anche a Brescia, «una realtà che aveva un forte legame con il territorio». Federazione e LBA devono quindi «pensare a delle regole capaci di rendere più complicato questo tipo di operazioni». Rispetto alla gestione del Pala- Rubini anche il senatore crede che «alla fine un accordo si troverà». «Credo ci sia interesse di tutti a trovare una quadra, perché Trieste è storicamente legata al basket e l'impianto è ad alto riempimento». «Perdere la squadra sarebbe stato un pensiero molto triste, c'è sollievo nella conclusione di una vera e propria telenovela: a Trieste c'è stata un'assoluta mancanza di certezze, non c'erano punti di riferimento, a differenza di quanto avvenuto a Cremona, dove il percorso è stato comunicato in modo chiaro». 

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