Triste e amaro epilogo di una grande del nostro basket
Da BresciaOggi a cura di Luca Canini, l'epilogo più triste in casa bresciana. Sta per finire così, senza un vero perché. Oggi alle 15 il Consiglio federale straordinario, convocato d'urgenza dalla Fip visti i tempi strettissimi, dovrebbe scrivere la parola fine sui dieci anni di Serie A di Brescia e sui 17 di vita della nuova Leonessa dopo la rinascita del 2009 (a 30 anni esatti dalla fine della prima Leonessa, quella scomparsa nel 1996). Sul tavolo la documentazione necessaria per il cambio di sede e per il passaggio del titolo sportivo dal club di Mauro Ferrari a quello dell'americano Paul Matiasic (il medesimo iter seguito per la Vanoli Cremona il 12 maggio scorso). L'ex numero uno di Trieste, che proprio ieri ha rotto il silenzio ufficializzando l'uscita dal club giuliano (sulla carta salvo ma senza più le spalle coperte dai dollari dell'avvocato californiano), ha quindi raggiunto l'obiettivo al quale da mesi lavorava nell'ombra: sbarcare a Roma con una seconda squadra dopo quella della cordata Nelson-Doncic (la stella Nba dei Lakers proprio oggi incontrerà in Campidoglio il sindaco Roberto Gualtieri); Matiasic nella Capitale forte dell'iscrizione alla prossima Champions e delle chiavi del PalaEur comprate a suon di milioni, con la prospettiva di salire a breve sul carrozzone di Nba Europe. Due Roma concepite in provetta senza storia e senza pubblico che proveranno a spartirsi le simpatie di una piazza fino a ieri abituata a tifare solo Virtus (l'unica vera squadra romana che continuerà a giocare in Serie B anche se con un socio americano, il gruppo The Bright Hotel, entrato con il 40% delle quote); in barba ai diritti e alla dignità di una piazza vera, quella bresciana, che dall'oggi al domani si ritrova senza basket dopo i 4.683 spettatori di media dell'ultimo campionato. Una coltellata nella schiena arrivata dopo un mese di silenzi, rassicurazioni sempre di sponda, smentite-non smentite e voci a ruota libera che hanno pesato eccome sull'esito dei play-off. «Pallacanestro Brescia resta a Brescia», proclamava urbi et orbi Ferrari il 30 maggio: parole al vento spazzate via dalla realtà che è pronta (finalmente) a riprendersi la scena. Oggi il già citato Consiglio federale, poi tra venerdì e lunedì la ratifica del cambio di sede con la fine di Brescia e il battesimo della Roma2 di Matiasic; che contribuirà a cambiare i connotati di un massimo campionato a misura di zìi d'America, in un sistema basket che è reduce dalla figuraccia Trapani (ricordate la partita della vergogna giocata tra gli squali e Trento?), che ha lasciato per strada Cremona e che osserva avida e cinica la scomparsa della seconda classificata delFultima regular season, semifinalista play-off per tre anni consecutivi e finalista Scudetto 2025. Sullo sfondo il nodo Europa che ormai non è più un nodo: oggi dovrebbe arrivare la lista delle ammesse alla prossima Champions, ma anche la Fiba ha fatto sapere di essere disposta ad accettare un cambio di sede in corsa. Non ci resta che piangere. Il colpo di scena dell'ultimo secondo, come la grazia comunicata ai condannati già saliti sul patibolo, si fa di ora in ora sempre meno probabile (se non altro per i tempi strettissimi); mentre per un piano B credibile, una categoria inferiore da trovare non si sa dove e come visto che anche Montecatini, fresca di ritorno in A2, ha già messo le mani avanti, sembrano non esserci margini e intenzioni. Qualcosa succederà, forse anche a breve termine, ma qui si rientra nel campo dell'incertezza che ancora avvolge alcuni punti non secondari della vicenda. Il tempo dell'attesa comunque sta per finire: oggi i primi passi ufficiali, poi ogni tessera andrà al suo posto. Compresa quella che riguarda il futuro del PalaLeonessa, che potrebbe diventare la nuova casa della pallavolo e della Valsabbina Millenium, neopromossa nel campionato di Al femminile. C'è tempo fino al primo luglio per lavorare all'eventuale trasloco delle leonesse giallonere dal PalaGeorge di Montichiari al palazzo che fu delle Germani e che rischia seriamente di diventare una cattedrale nel deserto del basket bresciano. Piazza incredula e rabbia dei tifosi ma ormai la cessione sembra in dirittura d'arrivo.