Connor Barwin prossimo presidente?
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. La notizia che tutta la Trieste del basket aspettava è finalmente arrivata: la Serie A è salva. Nonostante il terremoto degli ultimi mesi e il cambio della guardia al vertice, la Pallacanestro Trieste è pronta a completare l'iscrizione al prossimo campionato. Il pericolo di veder scomparire il basket di vertice in città è dunque scongiurato, e questa è la base fondamentale da cui ripartire. La società ha annunciato che il presidente Paul Matiasic ha ceduto le proprie quote in Csg a un fondo estero. Il consiglio di amministrazione, composto da Michael Arcieri e Connor Barwin, ha già ratificato l'uscita dell'avvocato californiano dalla compagine societaria. Si chiude così un triennio intenso, segnato da oltre 17 milioni di euro di investimenti complessivi. Nelle prossime ore la dirigenza completerà formalmente la richiesta di ammissione al prossimo campionato di Serie A presentando le sponsorizzazioni necessarie e lavorando anche per superare il problema del PalaRubini, rimasto al centro di un'intesa ancora da trovare con il Comune di Trieste. Una questione, quella dell'impianto di gioco, tutt'altro che secondaria per garantire la sostenibilità economica e logistica dell'intera stagione alle porte. Nel frattempo, proprio Paul Matiasic ha rotto il lungo silenzio con dichiarazioni che tracciano un bilancio della sua gestione. «Il mio viaggio con la Pallacanestro Trieste è giunto al termine dopo aver completato tutte le operazioni necessarie per garantire continuità al club, implementando un piano di successione e finalizzando il passaggio di proprietà. Guardando indietro a ciò che abbiamo realizzato insieme in questi tre anni, provo un profondo senso di orgoglio: abbiamo riportato con orgoglio la maglia di Trieste in Europa e non abbiamo mai avuto così tanti tifosi come in quest'ultima stagione. Gli ultimi mesi sono stati complessi: la mia comunicazione riservata, mal interpretata come mancanza di volontà di dialogo, è stata fondamentale pergarantire l'integrità competitiva della Lega. La mia promessa non ha mai vacillato: uno scenario senza la storica Pallacanestro Trieste non è mai stato un'opzione. Il club avrà bisogno di ricevere un significativo supporto locale, ma a oggi la dirigenza ha gli strumenti per mettersi al lavoro per la prossima stagione. Auguro a Trieste i massimi successi, con la consapevolezza di aver posto solide basi per il futuro». Dichiarazioni di commiato che, com'era prevedibile, hanno diviso la tifoseria biancorossa. Se da una parte c'è chi riconosce il merito degli investimenti profusi e dei risultati centrati sul parquet, una fetta consistente della piazza non è affatto in sintonia con le parole dell'ex presidente. Non è stato digerito il lungo silenzio degli ultimi mesi, percepito come un distacco e una mancanza di trasparenza in un momento di totale incertezza. Il riferimento alla comunicazione riservata non ha convinto la parte più appassionata della tifoseria, che avrebbe preferito maggiore chiarezza fin da subito anziché vivere per mesi con il fiato sospeso per il destino del club. Assodato che la Serie A è al sicuro, restano adesso sul tavolo le domande più spinose. Chi gestirà operativamente la società in questa delicatissima fase di transizione? Chi costruirà la squadra e, soprattutto, con quali risorse finanziarie? Il passaggio di consegne ha già un nome e un cognome che per la piazza rappresentano un'assoluta garanzia: Michael Arcieri. Il generai manager italoamericano è l'anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo corso. Arcieri conosce alla perfezione l'ambiente, gode di una credibilità indiscussa nel panorama cestistico e possiede le competenze necessarie per prendere in mano il timone fin da subito, mettendosi al lavoro sul mercato per costruire il nuovo roster. La vera sfida per il gm e per la nuova proprietà, sarà inevitabilmente di natura economica. Il budget perla prossima stagione subirà una contrazione rispetto alle ultime annate. La prima vera grana da affrontare sarà la gestione dei contratti pesanti già in essere. Accordi pluriennali a cifre importanti, a partire da quelle dello stesso Arcieri, per poi passare a chi come Michele Ruzzier e Markel Brown è sotto contratto, che oggi pesano sensibilmente sulle casse societarie e dovranno essere necessariamente ridiscussi o quantomeno valutati con estrema attenzione. La missione costruzione del roster che si prospetta all'orizzonte è senza dubbio dura: l'obiettivo è allestire una squadra capace di mantenere la categoria, e bisognerà farlo in tempi strettissimi con un portafoglio decisamente più leggero. La Serie A è salva, ed è la notizia più bella. Adesso, per Arcieri e per tutta la Trieste del basket, è tempo di smettere di guardarsi indietro e cominciare a progettare il futuro.