L'opinione di The Coach
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Dan Peterson. Dal 2004 la Nazionale maschile di basket non vince una medaglia alle Olimpiadi, ai Mondiali o agli Europei. Anche a livello di club, dopo un grande momento a cavallo del 2000, con l'Eurolega della Virtus nel 1998 e nel 2001, e due italiane alla Final Four per quattro anni di fila fino al2004, niente di niente nella coppa più importante da allora. Negli ultimi quattro anni non siamo andati oltre un play-ingiocato dalla Virtus. Alla lucedi questa crisi che dura da un quarto di secolo, della Nazionale e anche dei club di vertice, meno male che si dice che c'è bisogno di una riforma, come ha fatto sulla Gazzetta il presidente federale Gianni Petrucci. Quali sono le proposte della Federazione? C'è un progetto? Se c'è è molto in ritardo. È stato un anno in cui abbiamo visto una realtà importante come Brescia trasferita a Roma. Ci sono club che sono il cuore di una città e Brescia era una di queste: l'abbiamo vista rasa al suolo, costretta a ripartire dalla B, uccidendo 15 anni di grande lavoro con una firma. Sono contrario a questi movimenti per la stabilità della struttura del basket italiano: così non è più uno sport dove decide il campo se sei promosso o retrocesso, ma lo giocano avvocati, commercialisti, dirigenti dietro porte chiuse con una firma su un pezzo di carta. Lo sport non può essere questo. È il primo grande segno del degrado. Sento poi parlare nuovamente di Nba Europe con grandi proclami. Fatta come? Con chi? Penso sempre al precedente di Nba China lanciata nel 2008. Prima di allora in quattro Olimpiadi la nazionale cinese aveva sempre vinto almeno due partite, qualificandosi alla seconda fase e finendo tre volte ottava. Nei quattro Giochi successivi, per due volte ha chiuso ultima con zero vittorie e le altre due non si è qualificata. Secondo voi qual è stato l'impatto di Nba China? Magari non è colpa loro, ma dovevano fare grandi cose... Hanno portato progresso? A me sembra l'opposto, un disastro totale. Come mai nelle due principali squadre italiane l'unico azzurro in quintetto era Pajola, che ora va via? Cosigli italiani non acquisiscono nessuna esperienza di Eurolega. Sarò odiato da tutti, ma vorrei la regola per cui devono esserci sempre in campo almeno due italiani, come in altri paesi. Bisogna farli giocare. Non voglio sentire che i giocatori italiani non sono bravi: hanno fatto due argenti olimpici, hanno vinto ori europei. Si dice che gli italiani siano viziati... Balle: li ho allenati per 15 anni e non ne ricordo neanche uno egoista, avido o non professionale. Metto la mano sul fuoco sui giocatori italiani. Una statistica: prima del 2000 sono stati 25 i giocatori che dal nostro campionato sono arrivati alla Hall ofFame. Dopo allora solo Ginobili, che è andato via dall'Italia nel 2001. Quantità di stranieri aumentata, qualità diminuita: preferisco i vecchi tempi. Mi prendano pure in giro, ma se prendo la mia squadra di 40 anni fa, chi marca McAdoo? Chi segna contro Meneghin? Chi marca Premier? Chi pressa D'Antoni? Col limite degli stranieri abbiamo vinto tutto. Due stranieri giusti, non dieci mediocri. Chiediamo a Cantìi se non era meglio quando c'erano Riva, Marzorati, Bosa... O la Virtus con Villalta, Caglieris, Bonamico. O Caserta, Pesaro... Le squadre di una volta erano fortissime. Sono molto tifoso dei giocatori italiani e di un loro maggiore coinvolgimento: questo per me è il progetto, questo è quello che voglio vedere, questa è la mia riforma. Il basket di oggi è alla mercé dei venti in alto mare: il futuro della nostra pallacanestro restano i giocatori italiani.