Mumbrù alla ricerca dell'identità
Dal Corriere dello Sport a firma Luca Muleo, tre punti per la nuova Virtus. Due settimane all'inizio dei lavori alla palestra Porcili. Sarà un arrivo alla spicciolata, causa impegni con le nazionali, da Baldasso e Ferrari con gli azzurri, a Diarra, Klintman e Kokila chiamati da Mali, Svezia e Angola, oltre a coach Mumbrù che dirigerà la Germania. Ci vorrà un po' di pazienza all'inizio, ma sarà necessario anche sfruttare i primi giorni di lavoro per preparare una squadra giovane, dall'età media molto bassa, a debuttare in coppa e campionato, dove la concorrenza si è rinforzata. Serviranno almeno tre mosse buone ai bianconeri per essere competitivi. Questione tecnico-tattiche ma anche mentali. Vediamo quali.
REGIA. Finito il regno di Pajola, cresciuto sempre negli anni e accelerando ancor di più alla scuola di Teodosic, spostatosi di ruolo Hackett per ragioni anagrafiche, coltivata senza successo l'illusione Vildoza, uno dei tanti errori di mercato della scorsa stagione, il nuovo corso deve trovare una guida affidabile. Marcus Carr e Rasheed Bello sono i principali indiziati a raccogliere le responsabilità del ruolo, per caratteristiche dovrebbe essere soprattutto il primo a gestire le operazioni, col secondo più portato a seguire l'istinto ma comunque chiamato a mettere a posto anche i compagni. Pure Trent Frazier scalerà qualche volta di posizione a dare una mano in regia. Una staffetta che avrà come compito principale quello di tenere sempre alto il ritmo, per una squadra che poche volte potrà permettersi di non puntare sulla velocità e sull'atletismo dei suoi giovani interpreti.
PERSONALITÀ. L'incoscienza potrebbe essere un'alleata, solo però se sarà abbinata a una buona dose di personalità, che un gruppo così giovane dovrà costruirsi strada facendo. Leader cercasi dunque, sapendo che i più esperti, Hackett a parte, sono ragazzi debuttanti o quasi a questo livello. Negli anni passati laVirtus ha avuto giocatori dal grande vissuto, a partire dallo stesso Teodosic naturalmente, il solito Pajola che ha spiegato a tutti cosa significasse indossare la canotta bianconera, l'aura vincente di Marco Belinelli, un altro che conosceva ogni mattonella della palestra Porelli, e ovviamente Shengelia, eroe dell'ultimo scudetto e di mille lotte in campo. Quesf anno bisognerà scoprire la capacità di trascinare i compagni da parte dei nuovi e senza trascurare gli italiani come Ferrari e Diouf che c'erano già e possono diventare ancora più importanti.
LUNGHI. Nella storia recente bianconera sotto canestro ci sono stati spesso problemi di peso e centimetri, che d'altronde sono merce rara e costosa di questi tempi. Dovrà funzionare sia in attacco che in difesa la formula moderna che vedrà tre centri molto giovani, tutti classe 2001, mettere in area la loro energia. La tenuta dietro, e la capadtà di creare spazi e alternative di fatturato ai piccoli saranno una chiave della stagione, ovviamente però partendo dal controllo dei rimbalzi, l'anno scorso chiave positiva o negativa quasi sempre. Magari non sarà scacco matto all'Eurolega, forse in campionato, ma queste tre mosse sono le vincenti da cui può dipendere la stagione.