Tanti nomi nuovi per coach Mumbrù
La Virtus cambia pelle e guardando la composizione del roster 2026/27 c'è un dettaglio che salta subito all'occhio: mai come quest'anno la squadra bianconera sarà internazionale. Non tanto per moda, quanto per necessità e, soprattutto, per costruire una rosa capace di reggere il doppio impegno tra LBA ed Eurolega. Il conto, al completo, è presto fatto. Nove stranieri e sette italiani, ma di questi ultimi due sono giovanissimi, Matteo Baiocchi, classe 2007, e Livio Berlingeri, classe 2008. È una configurazione che negli ultimi anni non si era mai vista in questi termini. I sesti e i settimi italiani della rotazione erano giocatori senior, pronti a dare una mano e, con il passare delle settimane, anche a bussare alla porta dell'allenatore per chiedere minuti e spazio. Quest'anno, invece, quella porta potrebbe rimanere socchiusa. Baiocchi e Berlingeri sono due ragazzi sui quali la Virtus punta molto, per il presente ma soprattutto per il futuro, ma difficilmente potranno reclamare un ruolo da protagonisti già nell'immediato. Anche perché mai come ora il mercato degli italiani è diventato spietato. Trovare giovani pronti con margini di crescita e acquistabili a un prezzo "onesto" è sempre più complicato. La concorrenza non arriva più soltanto dagli altri club, ma soprattutto dai college americani, che fanno sempre più pressione sui migliori prospetti. Quando un italiano interessante resta sul mercato, insomma, il rischio è di dovere fare i conti con cifre e condizioni meno sostenibili rispetto al passato. Il rovescio della medaglia, però, è decisamente interessante. Perché quei posti in fondo alla rotazione vengono compensati da nove stranieri, tutti utilizzabili in Eurolega. Con il roster al completo, gli slot destinati agli italiani sarebbero soltanto tre. Momo Diouf e Daniel Hackett partono con il posto praticamente assicurato, mentre per il terzo si apre una sfida a tre tra Davide Casarin, Tommaso Baldasso e Francesco Ferrari. È qui che la Virtus presenta la sua vera particolarità. I nove stranieri non sono figurine da collezione né giocatori arrivati a Bologna con il curriculum già pieno di trofei e copertine. Sono nove giocatori affamati, tutti chiamati al grande salto e con qualcosa da dimostrare. Derrick Alston Junior e Aliou Diarra conoscono già l'ambiente, mentre Marcus Carr, Rasheed Bello, Trent Frazier, Wendell Moore Junior, Bobi Klintman, Kessler Edwards e Kevin Kokila dovranno prendere le misure con Bologna e con la Virtus. Insomma, è vero, il sesto e il settimo italiano sono due scommesse, ma dietro di loro c'è una batteria straniera più numerosa rispetto al passato. E questo, soprattutto in Eurolega, può diventare un vantaggio non da poco. La Virtus ha scelto di distribuire diversamente le proprie fiches: meno esperienza italiana in fondo alla panchina, più profondità internazionale.