Ormai manca una sola firma
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Settimana pesante, di quelle che lasciano il segno mentre ci si avvia al giro di boa di Ferragosto. Sul PalaRubini si chiude un capitolo che aveva fatto trattenere il respiro alla tifoseria. Comune e Regione hanno scelto di compiere i passi decisivi verso la Pallacanestro Trieste per definire un accordo che permetterà alla formazione di Taccetti di continuare a giocare nella propria casa. È finita nell'unico modo in cui poteva e doveva finire, con Trieste saldamente legata al suo impianto, a dispetto di qualche rigidità e di prese di posizione poco lungimiranti che nelle ultime settimane avevano inutilmente alzato la tensione. Acqua passata, intesa raggiunta. I riflettori si spostano sulla campagna abbonamenti. Cresce la curiosità per il nuovo claim che, dopo un paio di stagioni, tornerà a parlare un italiano schietto e diretto. La palla, adesso, passa al pubblico. Se ci fosse una lineare coerenza con quel viscerale "tutto questo non può finire" che ha animato la piazza nei mesi scorsi, il palazzetto dovrebbe registrare il sold out nel giro di pochissime settimane. Sappiamo bene, tuttavia, come la slanciata adesione emotiva a un appello simbolico non sempre si traduca con la stessa immediatezza in un impegno economico concreto. Eppure, proprio ora, la risposta, la presenza e il sostegno reale della tifoseria saranno la linfa vitale per il futuro. Sul fronte del mercato resta l'attesa per la coppia di lunghi americani sotto canestro: due tessere fondamentali a cui spetterà il compito di dare il volto definitivo alla nuova Pallacanestro Trieste.