Carico il cavallo di ritorno della Tvb
Dalla Tribuna di Treviso a cura di Federico Bettuzzi, le parole di un cavallo di ritorno entusiasta. I dreadlocks sono spariti ma il viso e il sorriso di Weezy Russell non sono cambiati: il playmaker americano è rientrato in TvB dopo una pausa di quattro anni trascorsi tra Germania, Turchia e Spagna. Ma è lui stesso a dirlo, Treviso è come una seconda casa: «E non solo perché qui è nata la mia primogenita Indie» chiarisce, a pochi giorni dall'arrivo del suo secondo figlio Rome William. «Treviso è un posto che amo. Per la sua gente, la città, il Palaverde che emana una atmosfera speciale. Dico davvero: ho giocato in tanti palazzetti ma da nessun'altra parte ho trovato il tifo, il sostegno, la passione e il supporto che ho riscontrato qui». Russell è atterrato mercoledì al Marco Polo e subito si è rituffato in un ambiente che conosce, anche se rispetto ai suoi tempi molti volti sono cambiati. «Avevo già giocato con Chapman e Chery. Soprattutto è un piacere ritrovare Matteo Chillo: siamo compagni di squadra ma prima di tutto amici, ci siamo mantenuti in contatto in questi anni al telefono e coi social ma anche incrociandoci in BCL quando io ero a Oldenburg e lui a Reggio Emilia. È come se fosse un fratello per me». Nel 2020 Russell arrivò a Treviso ed era un playmaker giovane, in rampa di lancio, reduce da tre buone annate in Europa. «Ora sono un elemento maturo, sto per iniziare la mia decima stagione da professionista, l'esperienza è divenuta parte del mio bagaglio tecnico perché mi ha fatto maturare e mi ha fatto capire cosa serve per essere un leader. Ho avuto un ottimo maestro in questo, David Logan, ora è il mio momento per dimostrare leadership e aiutare la squadra in ogni momento». C'è un altro motivo che ha spinto Russell a tornare nella Marca. «Ho un ottimo rapporto anche con coach Nicola, l'avevo detto anche a Matteo quando ci siamo sentiti prima che arrivasse l'offerta di TvB. Forse c'è anche la questione del numero di maglia, utilizzo da anni il 4 che era anche il suo numero: chi lo sa, magari anche questo dettaglio contribuisce al nostro legame. Ora però sono concentrato sul campionato, so che il livello si è alzato, la LBA conta su dieci squadre nelle Coppe europee ed è un segnale di qualità del torneo italiano. E anche questo ho scelto di tornare qui, dove tutto mi rende felice».