Amedeo Della Valle racconta lo shock di Brescia e la fine...

24 settembre 2026 06:47

Una situazione che ha destabilizzato tutti

Estate di cambiamenti profondi per il basket italiano e per Amedeo Della Valle, che dopo l’addio forzato a Brescia, dovuto alla cessione della società da parte di Mauro Ferrari, si prepara ora a scrivere una nuova pagina della sua carriera con la maglia di Varese.

Dopo aver lasciato il segno sia a Reggio Emilia che alla Germani, Della Valle – tra i migliori italiani degli ultimi dieci anni in Serie A – ha scelto di legarsi all’Openjobmetis Varese con un contratto triennale. La società lombarda, decisa a interrompere un’astinenza dai playoff che dura dal 2018, punta su di lui per guidare una squadra ambiziosa. Maksim Horowitz, dirigente biancorosso, ha spiegato: «Amedeo era nella nostra lista da diversi anni, quando abbiamo capito che sarebbe stato free agent ci siamo mossi perché ha un talento in grado di portarci nella direzione verso cui vogliamo andare».

Durante la presentazione ufficiale al birrificio Poretti di Induno Olona, Della Valle ha condiviso le sue emozioni per questa nuova avventura: «Fa abbastanza strano vedermi con i colori di Varese ma sono contento di essere qui per disputare una stagione ambizosa; non vedo l’ora di dare il mio apporto per questo club. Quello che è successo è stato uno choc emotivo, avevo il piacere di restare vicino a casa e vicino a Brescia e l’opportunità offerta dall’OJM è stata perfetta».

La rivoluzione avvenuta a Brescia, con la cessione della Germani e il trasferimento a Roma, ha costretto molti giocatori a rivedere i propri piani. Della Valle ha ricordato quel periodo di incertezza: «C’è un’ultima foto che avevamo scattato casualmente a Brescia; dopo un mese noi giocatori abbiamo ripreso quella foto e uno ha scritto “come quando spacchi a biliardo”: siamo finiti in giro per il mondo per un evento incontrollabile. Io ho avuto comunque una grande opportunità, diamo per scontato tutto può andare bene, ma aver trovato Varese è stata una grande fortuna».

Determinante nella scelta dell’Openjobmetis è stato anche il rapporto con Luis Scola, già suo compagno ai tempi dell’Olimpia Milano nella stagione 2019/20. Il progetto biancorosso gli ha permesso di rimanere vicino a casa e di inserirsi in un contesto che lo ha subito conquistato.

«Quel che è accaduto a Brescia mi ha cambiato i piani della vita, e non capisco ancora bene quello che è successo. Ma di Varese mi hanno parlato bene in tanti; qui sono stato accolto benissimo e l’impatto con Masnago dell’amichevole con la Maxima è stato fantastico. Io sono una persona semplice, non ho bisogno di chissà cosa; poi essere stato compagno di Luis Scola ha avuto un grande impatto», ha aggiunto Della Valle.

Varese affronta la nuova stagione con rinnovate ambizioni, tra LBA e Basketball Champions League. «Adesso voglio soprattutto giocare. Mi piace farlo e disputare tante partite non mi ha mai pesato. A Brescia, quando abbiamo affrontato anche le coppe, siamo riusciti a vincere la Coppa Italia, quindi sono molto contento di poter giocare anche la Basketball Champions League con Varese. È una competizione che mi stimola sinceramente e, a 33 anni, mi sento ancora giovanissimo. Chiaramente la cosa fondamentale sarà stare bene fisicamente per riuscire a rendere al meglio in campo».

Per quanto riguarda la Nazionale, Della Valle precisa: «In questo momento sono completamente concentrato su Varese e non mi va di pensare già alla prossima estate. C’era anche l’idea di arrivare a Los Angeles con il 3×3, ma dopo l’infortunio alla mano non è semplice pensare di arrivare pronto per giocare a quel livello. Inoltre, in questo momento sono troppo coinvolto nel 5 contro 5 e non riuscirei a dedicare al 3×3 le giuste attenzioni.

Varese è una bella città e tante persone mi avevano parlato bene di questa realtà. Personalmente non ho bisogno di chissà cosa per stare bene. Se fosse per la voglia, potrei continuare a giocare fino a 50 anni, ma oggi è difficile dire cosa succederà. Dopo quello che mi è capitato ho imparato che pensare troppo avanti non serve: preferisco concentrarmi su quello che ho davanti, vivere il presente e pensare all’oggi».

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