Anche l'Aquila lavora per una nuova struttura
In un’intervista rilasciata a Stefano Frigo per Il T Quotidiano, l’amministratore delegato di Aquila Basket Trento ha fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future del club, soffermandosi su temi cruciali come l’aumento del budget, la scelta di Alessandro Rossi come allenatore, la licenza quinquennale in EuroCup e il progetto per il nuovo impianto.
Riguardo alla scelta di Alessandro Rossi, il dirigente ha spiegato come il profilo del tecnico fosse già stato valutato dalla società dodici mesi fa, dopo la vittoria dell’Europeo Under 20 con la Nazionale, segno di una particolare attitudine al lavoro con i giovani. “Intanto posso dirvi che già dodici mesi fa il suo profilo era finito nei nostri radar. Aveva vinto il campionato europeo under 20 con la Nazionale dimostrando di sapere lavorare davvero bene con i giovani, insomma sembrava un tecnico fatto apposta per noi. Insieme al direttore sportivo Rudy Gaddo lo avevamo contattato ma lui, con grande correttezza, ci rispose che aveva già raggiunto un accordo verbale con Treviso. Quel suo gesto mi fece capire lo spessore dell’uomo oltre che del professionista. Poi, nei mesi scorsi, abbiamo avuto colloqui con altri coach ma Alessandro ci è sembrato il tecnico ideale per noi”.
Sulle prime impressioni dopo le settimane iniziali di lavoro, il manager ha sottolineato la sintonia tra Rossi e l’ambiente, lodando la preparazione e l’intelligenza dell’allenatore. “Assolutamente. Poi, come è ovvio che sia, le risposte definitive arriveranno dal campo. Per quanto mi riguarda però devo dire che Rossi è una persona intelligente, un tecnico estremamente preparato, in linea con i nostri obiettivi, capace di rapportarsi con i giocatori e con tutto l’ambiente. So bene che la perfezione non esiste però, al momento, non c’è nulla di cui debba lamentarmi”.
Sul fronte economico, l’Aquila Basket continua a registrare una crescita costante del budget, che ora si attesta tra i 6,5 e i 7 milioni di euro. Il dirigente ha evidenziato come questa cifra, solo pochi anni fa, avrebbe collocato il club tra le prime sei-sette realtà italiane, mentre oggi la concorrenza si è fatta più agguerrita, con Milano, Bologna, Venezia, e le sorprendenti Tortona, Napoli e Varese, senza dimenticare le nuove realtà di Roma. “Già, è proprio così. Ogni anno riusciamo a crescere del 10-15 per cento, ora siamo intorno ai 6,5-7 milioni di euro. Solo un paio di anni fa questa cifra ci avrebbe collocato tra le prime 6-7, ora siamo intorno al 10°-11° posto in un’ipotetica classifica che prende in considerazione la forza economica. Milano, Bologna e Venezia continuano a confermarsi, Tortona è cresciuta in maniera pazzesca così come Napoli e Varese. A queste vanno aggiunte le due new entry di Roma”.
Parlando degli obiettivi stagionali, il club mantiene un approccio pragmatico, puntando innanzitutto alla salvezza per poi valutare traguardi più ambiziosi. “Non è pretattica e non è scaramanzia. Se in un girone con 16 squadre, almeno 10 possono permettersi di spendere più di me è chiaro che non posso partire pensando di stazionare stabilmente nelle zone più nobili della classifica. Sarebbe privo di logica e del tutto controproducente. Pensiamo di conquistare il prima possibile quei 20-22 punti che solitamente ti permettono di mantenere la categoria e poi cominceremo a pensare ad altro. Sia chiaro: “l’altro” in questione ci interessa eccome”.
La soddisfazione per la licenza quinquennale in EuroCup è stata definita dal dirigente come il più grande traguardo personale e professionale raggiunto in questi anni, sottolineando come la credibilità e l’affidabilità di Trento siano state premiate a livello internazionale. “Per quanto mi riguarda è la più grande soddisfazione personale e professionale da quando ricopro il ruolo di direttore generale prima e di amministratore delegato poi. Trento non è una metropoli, non ha potenzialità economiche pazzesche né un passato di grande blasone. Trento è però credibile, coerente e affidabile. Tutto questo ci è stato riconosciuto”.
Infine, sul progetto del nuovo impianto, l’amministratore delegato ha ribadito l’importanza di una struttura moderna e polifunzionale, capace di accogliere tra i 6 e gli 8 mila spettatori, in linea con le esigenze attuali e le tendenze europee. Il dialogo con le istituzioni locali procede in modo costruttivo e, una volta avviati i lavori, la realizzazione richiederebbe circa due anni. “Costruire un qualcosa da dedicare esclusivamente al basket e al volley avrebbe poco senso soprattutto ora che le strutture polifunzionali sono realtà presenti e radicate in numerose città in Italia e in Europa. Per non parlare degli Stati Uniti. L’impianto attuale con la capienza massima di 4mila spettatori ci sta un po’ stretto, non ci servono tribune da 10mila ma una struttura da 6-8mila posti sì. L’interlocuzione e il confronto con la parte politica provinciale e comunale è continuo e costruttivo, dal momento della posa della prima pietra per la realizzazione del tutto credo sarebbe sufficienti un paio di anni. Ecco perché penso che ipotizzare il 2031 (anno in cui il Trentino ospiterà i “Super Mondiali”