Rivoluzioni tattiche fruttuose
La Virtus Bologna prosegue la sua ascesa, dimostrando una notevole capacità di adattamento e di saper vincere attraverso strategie sempre diverse. Il recente successo in casa del Bayern Monaco ha portato il bilancio stagionale a quattro vittorie e tre sconfitte, consolidando la striscia positiva avviata contro l’Olympiacos e proseguita con la vittoria su Maxima Roma.
Come evidenziato da Walter Fuochi su La Repubblica, anche i precedenti insuccessi europei avevano lasciato segnali incoraggianti: «Il filotto delle tre consecutive (Olympiacos, Maxima e Bayern) ha dietro le spalle le onorevoli sconfitte di Istanbul e Milano. Accertata solo nei 3' conclusivi la prima, decisa da un gol alla sirena la seconda. La sola stecca s'era sentita nell'esordio in Supercoppa, mai sfiorata la semifinale con l'Olimpia».
La trasferta in Baviera ha evidenziato una Virtus capace di abbandonare lo spartito iniziale e trovare nuove soluzioni. Dopo un primo quarto travolgente da 35 punti e nove triple realizzate nel primo tempo, la squadra ha saputo gestire il ritmo senza mai perdere il controllo dell’incontro.
Il quotidiano descrive così la metamorfosi della squadra: «In Baviera, dopo i 35 punti del primo quarto, sono venuti i più umani 59 in 30' del resto di gara, o le 9 triple nel primo tempo e 2 nel secondo. Ad apriscatole rotto, sono stati la difesa a tracciare il solco e l'attacco paziente orchestrato da Carr a chiudere la contesa».
Un aspetto particolarmente interessante emerso da questa vittoria riguarda la condivisione delle responsabilità in campo. Wendell Moore ha offerto la sua miglior prestazione da quando veste il bianconero; Klintman ed Edwards si sono alternati nel ruolo di protagonisti, Diouf ha dato solidità sotto canestro e Baldasso si è distinto per il contributo difensivo su Obst.
Questa capacità di trovare ogni sera un nuovo protagonista richiama le parole pronunciate da Alex Mumbrù durante la presentazione della stagione: «Avremo tanti uomini da cui andare, non uno solo, quando servirà un canestro». E come sottolinea Repubblica: «A Monaco ha primeggiato Moore, che fin qui non aveva conquistato, le gemelle Kessler Klintman e Edwards si sono scambiate la parte che il californiano aveva per ora recitato meglio dello svedese, Diouf ha raggiunto Diarra in efficienza dentro le due aree».
Ora la Virtus si prepara a un altro esame impegnativo: la trasferta a Venezia, sesta su otto partite stagionali lontano da casa, contro la finalista dell’ultimo campionato. Cambia anche il regolamento: si torna al 6+6 della Serie A, dopo il formato europeo con tre italiani e nove stranieri.
Ma ciò che emerge con maggiore forza, dopo venti giorni di stagione, è la crescita costante di una Virtus che sta imparando ad adattarsi alle sfide senza mai smarrire la propria identità.