Grandi attacchi a confronto
Fonte: Cinquealto.com a cura di Raffaele Baldini
C'è un pericolo invisibile che potrebbe insinuarsi nella Pallacanestro Trieste, che non risiede nelle statistiche, nè in tangibili situazioni afferite al gruppo di coach Taccetti: la sbornia da complimenti. La settimana è stata caratterizzata dall'onda lunga di un successo incredibile al PalaDozza contro la Virtus Bologna, ma anche da tante situazioni "da calendario" che un minimo possono distrarre l'ambiente: la festa della birra, la presentazione dello staff e dei giocatori nuovi, il ritrovo con gli sponsor, sono obbligati (e importanti) step di un sodalizio professionistico ma, ribadisco, possono essere pericolosamente distraenti.
L'avversaria di turno, la BC Roma, a dispetto di una classifica "normale" caratterizzata da 2 vittorie e 4 sconfitte, registra elementi statistici da squadra di grande rango, soprattutto per quello che concerne la produzione offensiva: 100.2 punti a partita (1° posto in serie A), 22.2 assistenze (1° posto) e 64.2% al tiro da due punti (1° posto) rappresentano plasticamente il potenziale di un roster, quello a disposizione di coach Alessandro Magro, che si può permettere 7 giocatori (!) in doppia cifra di realizzazione media, e Gerald Ayay a 9 punti per partita, quindi molto vicino. Difficile quindi avere dei punti di riferimento in un attacco stellare, con l’immarcabile ex NBA Kelly Olynyk (23.7 punti per allacciata di scarpe), il nazionale Nico Mannion (16.3) ed Erik Stevenson (13.5). E’ chiaro che la difesa è il primo valore in casa Trieste da tenere in considerazione (prima fra tutti la difesa sugli esterni in penetrazione ndr.), soprattutto contro avversarie che gradiscono lo stesso ritmo, quello rapido con tante conclusioni a disposizione nell’arco del match; coach Taccetti, in questo precipuo caso, non può concedere troppi possessi ai romani, perché la qualità balistica è dalla loro parte. Un occhio di riguardo ad un giocatore “chirurgo”, mischiato fra gli “attori principali” della BC Roma, ma di straordinaria efficacia: Paul Watson è elemento che tira con il 83.3% da due punti (!) ed è un’ala, e con il 53.8% da tre punti, in pratica una sentenza.
Strada percorribile per la Pallacanestro Trieste è quella di controllare il pitturato; la 4° posizione della formazione giuliana in serie A con 38.8 carambole per partita, contro l’11° di Roma con 36.3, garantisce un elemento su cui poter investire. Infatti i lunghi della BC Roma, presentano peculiarità non declinabili con l’attitudine a difendere il ferro: Kelly Olynyk parte spesso dalla linea da tre punti ed è il classico giocatore che ama mettere palla a terra, Marko Simonovic manca di qualche chilo e ruvidezza per battagliare sotto le plance, Giovanni Emejuru ha pochi minuti a disposizione.
La Pallacanestro Trieste poi sa di avere un’arma in più: la capacità di concentrarsi e di non mollare le mani dal volante. Deangeli e soci hanno dimostrato di non uscire mentalmente dalle partite, cosa che invece gli uomini di coach Magro hanno fatto, per una corrente alternata pericolosa. La spinta di un Palatrieste gremito aiuterà senza ombra di tutto la compagine giuliana, ma l’impressione è che si debba mantenere uno standard molto elevato di produzione, con continuità difensiva obbligata.
Dalle 12.00, in un orario inconsueto e anch’esso, per certi versi, variabile di questa sfida, la sensazione di un match insidioso, ben più di quanto dica la classifica.