Questione etica per il francese
Victor Wembanyama ha preso una posizione netta: non intende legare la propria immagine a società di scommesse sportive. Il big-man dei San Antonio Spurs, interpellato giovedì al termine di una sessione di allenamento durante il training camp, non ha lasciato spazio a dubbi sulla sua posizione riguardo a un’eventuale collaborazione con un bookmaker.
«Assolutamente no. Non lo farò mai. Onestamente, penso sia molto triste vedere alcuni giocatori promuoverle. Ognuno fa quello che vuole, ma io non lo farò», ha dichiarato il francese.
«Non è più una questione di soldi»
Con la fama in costante crescita, Wembanyama ha progressivamente rivisto il suo rapporto con le sponsorizzazioni. Se un tempo il fattore economico aveva un peso decisivo nelle sue scelte, oggi sono i valori e l’etica dei brand a guidare le sue decisioni.
«In passato c’era anche una componente economica. Non più», ha spiegato.
Il talento francese ha inoltre svelato di aver declinato offerte ben più vantaggiose rispetto a quelle che poi ha accettato, proprio perché non si riconosceva nei prodotti o nei servizi proposti.
«Ovviamente guadagniamo milioni e milioni. Questa non è la nostra forza più grande. La nostra forza più grande è ispirare. Voglio ispirare nel modo giusto. È la cosa più potente che posso fare».
Le scelte dei campioni NBA: da LeBron James a Kevin Durant
La posizione di Wembanyama si distingue nettamente rispetto a quella di molte altre stelle NBA, che hanno invece scelto di stringere accordi con operatori del settore betting o con piattaforme di prediction market.
Nel settembre scorso, LeBron James ha annunciato una collaborazione con Polymarket, dopo una precedente partnership con DraftKings. Kevin Durant è sponsor di FanDuel e investitore in Kalshi, mentre Giannis Antetokounmpo ha recentemente acquisito una quota azionaria nella stessa piattaforma.
Anche Nikola Jokic, tre volte MVP della NBA, dal 2023 è ambasciatore di Superbet in Serbia.
Il regolamento NBA consente ai giocatori di firmare accordi pubblicitari con società di scommesse, purché vengano rispettate alcune restrizioni stabilite dal contratto collettivo. In particolare, non è permesso promuovere scommesse su mercati collegati direttamente alla NBA, ma sono ammessi contratti commerciali più ampi e partecipazioni finanziarie limitate.
Wembanyama resta fedele ai suoi valori, anche al culmine del successo
Alla vigilia della sua quarta stagione NBA, dopo aver riportato i San Antonio Spurs alle Finals per la prima volta dal 2014, Wembanyama conferma la sua coerenza.
Nell’ultima annata è stato insignito all’unanimità del titolo di Defensive Player of the Year, guidando ancora una volta la lega per numero di stoppate e chiudendo terzo nella corsa all’MVP.
Risultati che non hanno scalfito i suoi principi in tema di sponsorizzazioni.
«Voglio promuovere cose che abbiano un impatto positivo, con cui possa condividere messaggi e valori», ha concluso Wembanyama.