Derby attesissimo ma le due squadre hanno obiettivi diversi.
Da Il Piccolo a cura di Edi Fabris, parla il collante della nuova Apu Udine. Matteo Da Ros, al suo terzo anno a Udine, riassapora la Serie A con la canotta dell'Apu con lo spirito dell'esordiente, a dispetto dei suoi 36 anni che compirà il prossimo 25 settembre, ricordando gli anni belli di Trieste, per lui dichiaratamente crocevia di sport e di vita: «Un periodo, quello triestino dal 2016 al 2021, che ha lasciato in me un segno indelebile, con momenti sportivamente esaltanti come la vittoria decisiva in A2 a Casale, quella a Venezia contro la Reyer e soprattutto quella di Milano, con venti punti di scarto contro uno squadrone. E il sostegno del nostro pubblico eccezionale era per noi fondamentale. Eravamo un gruppo affiatatissimo e ho conservato solide amicizie con Cavaliero, Coronica e Femandez». Alla sua ventesima stagione di Serie A, Da Ros è conscio di essere ormai vicino al traguardo del basket giocato ma con una condizione psicofisica che gli permette di affrontare il prossimo campionato su ottimi livelli, da all around più che da ala alta punto e basta: «Il tecnico Vertemati crede in me anche come collante in una squadra parecchio rinnovata rispetto alla passata stagione, con molti stranieri da inserire nel gruppo sotto vari aspetti, e questo è per me sicuramente stimolante. Di italiani giovani purtroppo non ne emergono più molti ma questo è il trend dell'odierna pallacanestro, quella del tutto e subito, senza la pazienza di crescere i talenti. Le nazionali giovanili vanno alla grande poi quei ragazzi non trovano spazio nelle prime squadre, trovandosi costretti spesso a emigrare. Un esempio è Simone Fontecchio, che gioca negli Usa ed è uno dei punti di forza della nazionale di Pozzecco». Gianmarco Pozzecco, appunto, che in tale contesto sta guidando una nazionale dai buoni riscontri. «Sta seguendo un percorso interessante, imponendo le sue idee e le sue scelte anche talvolta a dispetto di qualche critica - considera Da Ros -. E anche a livello umano la sua presenza si fa sentire in un gruppo coeso che risente positivamente della carica del coach». Un campionato Lba, quello che inizierà a ottobre, in cui Udine e Trieste si ritroveranno di nuovo faccia a faccia in un derby sempre sentito: «Trieste si è ormai consolidata in categoria e con una nuova guida tecnica ha già dimostrato di sapersi riproporre ad alto livello. Il programma dell'Apu è invece quello di saggiare la nuova realtà con giocatori mirati sia dal punto di vista fisico che tecnico, con inserimenti come Bendzius, Spencer e Mekowulu che garantiscono solidità ed esperienza. E tra gli italiani, prevedo un grande futuro per il play Calzavara, giunto da Brindisi».