Gli americani motivati.
Dalla Tribuna di Treviso a firma Federico Bettuzzi, le ambizioni americane per la nuova stagione della Tvb. No money, no play: è il refrain di molti giocatori americani che scelgono la propria destinazione e talvolta orientano il proprio comportamento in palestra in base allo stipendio e alla puntualità delle corresponsioni. Ma il vil denaro non è sempre l'unica o la principale motivazione che determina le scelte di carriera degli atleti. Lo dimostrano gli ingaggi estivi di Treviso Basket: in poche settimane il GM Pasquini ha inchiostrato due freschi vincitori e un protagonista di Coppa. Il tutto, senza che la Nutribullet abbia presentato domanda per partecipare ad una competizione europea. Qual è il motivo di tali firme? «Sicuramente l'ambizione di alcuni elementi che vogliono essere protagonisti in un determinato contesto. Ho ricevuto un invito che è anche una piccola sfida da parte di Treviso - ha rivelato Joe Ragland, che pochi mesi fa aveva condotto l'Hapoel Tel Aviv alla conquista dell'Eurocup - Le opportunità sul mercato non mancavano, avevo delle proposte da Israele tra cui quella dell'Hapoel Holon con cui tre anni fa avevo vinto il campionato. Tuttavia l'idea di tornare in un campionato come quello italiano, che avevo apprezzato per l'alto tasso di competitività, e la prospettiva di rilanciare una piazza storica come Treviso hanno giocato un ruolo decisivo». La firma di Ragland è stato un vero colpo di mercato, considerando il pedigree del giocatore e la sua nomea. Dopo una stagione trascorsa come specialista a Tel Aviv, in una corazzata che si è guadagnata l'accesso all'Eurolega, Ragland nutriva il desiderio di mettersi alla prova con un ruolo da titolare in una lega competitiva. E Treviso ha colto l'occasione. Gli stessi stimoli sono stati manifestati da Muhammad-Ali Abdur-Rahkman. Pure lui è arrivato nella Marca dopo aver alzato un trofeo, nello specifico la FIBA Europe Cup con Bilbao. Eppure ha voluto rientrare in Italia, in una squadra che non avrà nell'immediato una dimensione continentale. Perché? «La vita è fatta di sfide e ogni stagione ne ha una differente - ha spiegato - Quando arrivai nel vostro Paese per la prima volta, approdai a Pesaro che era una buona squadra e che fece ottimi risultati, arrivando alle Final Eight di Coppa Italia e ai playoff. Ora sono a Treviso e sì, vorrei ripetere quei risultati». Anche DeShawn Stephens, che raggiungerà i compagni direttamente nel ritiro di Domegge, ha avuto la medesima leva motivazionale: protagonista in Eurocup col Cluj (10 + 6 nell'ultima stagione), il centro ha accettato la proposta di TvB non solo per la presenza di Federico Pasquini con cui aveva lavorato in Sardegna. A ulteriore conferma di queste ambizioni competitive ci sono le parole di Brianté Weber: «Mi considero un vincente e voglio semplicemente fare tutto il necessario, in attacco e in difesa, per portare la mia squadra al successo».