Condizione dettata da Cardinale
Da QS a cura di Alessandro Luigi Maggi, il punto sulla questione Varese e Milano in ottica NBA Europe. Due squadre di pallacanestro milanesi al massimo livello continentale? La rivoluzione cova, ma potrebbe anche non superare la notte. Il protagonista è sempre uno, Gerry Cardinale. È il proprietario del Milan a lavorare da tempo ad una seconda squadra cestistica cittadina, per quanto spogliata da ipotesi di polisportiva. Sia chiaro, i "cugini" dell'Olimpia Milano esistono già, sono l'Urania, che peraltro nel capoluogo rappresenta la prima eccellenza a livello giovanile. Ma, se ti presenti con il "pass" di NBA, tutto cambia. Cardinale ha un obiettivo, sfruttare l'area già acquisita di San Donato Milanese, inizialmente indirizzata verso uno stadio di proprietà. Progetto sacrificato sull'altare del nuovo San Siro e che difficilmente sarà destinato ad una struttura per le giovanili. Un'Arena per il basket, da 15.000 posti, è ora l'obiettivo. Ma non per l'Olimpia Milano, con cui i colloqui si sono arenati già nel 2024. Bensì, per la Pallacanestro Varese. Qui, da alcuni anni, l'oro olimpico Luis Scola elabora un progetto di crescita ad ampio respiro: riqualificazione del palasport cittadino, unione dei settori giovanili locali, sostegno del territorio. Il tutto inquadrato in un marchio storico, con dieci Scudetti e dieci finali consecutive di Coppa dei Campioni negli anni '70.
OAKTREE E L'OLIMPIA Dell'Orco conferma contatti col fondo per entrare in società «Al momento parole e nulla di concreto» Cardinale e Scola, loro sì, si sono confrontati. E dal contatto è nata una partnership dai contorni ben definiti: semaforo verde a NBA Europe, gare di campionato a Masnago, match continentali a San Donato. Che, sia chiaro, avrebbe bisogno di almeno sei mesi per prendere il via. Il dubbio sulla partecipazione dei tifosi varesini permane e anche sulla risposta di Milano ad una seconda squadra che porterebbe comunque la denominazione varesina, sia essa Pallacanestro Varese, o Varese Roosters (richiamo alla squadra dello Scudetto della stella). Il tema più caldo è la stessa NBA Europe. L'ambizioso disegno, lanciato nel dicembre del 2024 dal Commissioner Adam Silver e dal Segretario Generale della FIBA Andreas Zagklis, doveva considerare la nascita di nuove franchigie in mercati per ora inesplorati dal basket europeo, come la Gran Bretagna, auspicando la creazione di polisportive legate a grandi marchi calcistici come Manchester City o PSG. A fine marzo si attendevano le prime offerte vincolanti, ma gli alti costi di iscrizione hanno prodotto solo timide manifestazioni d'interesse. Cinquecento milioni di dollari possono essere una bazzechola per una realtà americana dove Los Angeles Lakers e Boston Celtics vengono valutate una decina di miliardi, ma sono un'enormità anche per i massimi club calcistici europei, figuriamoci in un contesto continentale che ad oggi produce solo perdite. Per questo l'Olimpia non si è mai mossa in quella direzione, aprendo spiragli solo ad ingressi con quote di minoranza di Oaktree, con cui il presidente Leo Dell'Orco ha confermato i contatti: «ma sono solo parole». Per i biancorossi EuroLeague resta la prima scelta, il fronte con gli altri club della competizione si è rinsaldato, davanti la prospettiva di una franchigia perpetua che innalzi il valore del marchio. Per NBA Europe resterebbe solo l'alternativa di una collaborazione con EuroLeague, e il progetto di Cardinale verrebbe meno prima di nascere.