Polemiche oltre la sirena del quarantesimo minuto
Il Piccolo, nell’edizione odierna, apre con un titolo eloquente: «Mumbrù, la caduta di stile contro un arbitraggio equo». Il quotidiano giuliano interviene senza mezzi termini sulle accese discussioni seguite alla sfida tra Virtus Bologna e Pallacanestro Trieste di lunedì sera.
Lorenzo Gatto, sulle colonne del giornale, osserva: «Chi vive e segue la pallacanestro sa benissimo quanto, storicamente, le cosiddette big siano abituate a un metro che raramente le vede sfavorite, e veder pendere il bilancino dall’altra parte può certamente generare stupore o frustrazione».
Secondo Il Piccolo, però, in questa occasione si è superato il limite: «Ma c’è un limite sottile e fondamentale tra l’analisi tecnica di una direzione di gara e l’attacco frontale ad personam. Quel limite Mumbrù lo ha abbondantemente oltrepassato. Puntare il dito in modo specifico contro l’arbitro Baldini, arrivando ad accusarlo di avere quasi una relazione difficile o un pregiudizio scientifico contro la Virtus, è semplicemente inaccettabile».
Il giudizio è netto e senza appello: «Un allenatore di caratura internazionale sa perfettamente che recriminare sui falli o sul bonus ci può stare nel calore del dopopartita, ma insinuare la malafede o il dolo di un professionista della giacchetta grigia significa delegittimare l’intero movimento e cercare un alibi che sminuisce, prima di tutto, i meriti di chi ha vinto sul campo».
La riflessione finale mette in luce l’atteggiamento di Pallacanestro Trieste, che si è sempre distinta per il rispetto nei confronti delle decisioni arbitrali: «La verità è che Trieste a Bologna ha vinto giocando a basket meglio degli altri, correndo, lottando e segnando 100 punti in trasferta. Le polemiche di Mumbrù restano figlie della tensione del momento, ma lasciano l’amaro in bocca. E in questo, la lezione impartita da Trieste lunedì sera non riguarda solo il campo ma passa soprattutto, e ancora una volta, dallo stile».