Voglia di ripartire.
Dal Giornale di Brescia a cura di Marco Mezzapelle, il "nuovo" Della Valle, più carico che mai. Stories e foto - pubblicate sul profilo social personale - potrebbero trarre in inganno. Le istantanee sono di un viaggio che gli è rimasto nel cuore, quello concluso qualche settimana fa in Namibia. In realtà Amedeo Della Valle è già tornato al lavoro da tempo, nella sua Alba. Giornate passate nel suo «habitat» naturale a preparare una nuova stagione, da uomo simbolo e capitano ormai di lungo corso di una Germani che ha tutto in testa tranne che sedersi sugli allori a pensare alla storica stagione ormai alle spalle. Continuare a stupire, con un gruppo solido che ben si conosce, è l'obiettivo. Per il marchesino è la prima volta in carriera che si ripresenta ai blocchi di partenza praticamente con gli stessi «colleghi» della passata stagione. Della Valle, un'estate piena di conferme a sottolineare le certezze acquisite in quella stagione che per Brescia ha segnato l'apice storico. Cosa significa per lei vivere questa situazione da capitano? «Sicuramente è un motivo di grande orgoglio perché nel mondo moderno, purtroppo, ci siamo abituati a fare tutto di corsa senza fermarci, vogliamo tutti sempre di più. Dopo una stagione come quella passata ho deciso di fermarmi un attimo a guardare e pensare quale è stato il percorso di questi quattro anni vissuti qui. Sinceramente è difficile poterlo immaginare migliore di quello che è stato, sia dal punto di vista della squadra che personali, in campo e anche fuori. Queste situazioni non vanno sottovalutate e i risultati che abbiamo ottenuto in questi quattro anni devono servirci da stimolo per continuare a fare bene». Spesso tifosi e addetti ai lavori durante le sessioni di mercato estive aspettano il colpo ad effetto, dei cambiamenti che possano migliorare la qualità del roster. L'unico movimento in entrata risponde al nome di Cj Massinburg, lei cosa si aspetta? «Mi aspetto un giocatore che conosce bene la realtà e diversi giocatori. Vista la sua personalità, non avrà nessun problema a inserirsi nel gruppo. Soprattutto mi aspetto un giocatore che giochi a viso aperto, anche se la sua ultima stagione in Turchia non è stata esaltante, non deve farsi problemi di alcun tipo, giocare con grande serenità. Credo che ci possa aiutare tanto». Un progetto concreto che conferma la solidità di un club che quattro anni fa ha puntato tutte le fiches a disposizione proprio su di lei. Questa cosa la gratifica? «Penso che la società, nella persona di Mauro Ferrari, abbia fatto delle scelte di identità precisa. Possono essere giuste o sbagliate, possono piacere o meno alla gente. Quattro anni fa inserendomi è stato scelto di dare una faccia alla squadra con il mio arrivo. Questa scelta per mia fortuna e della squadra ha funzionato, anche grazie al fatto che poi sono stati presi giocatori vicini alle mie caratteristiche e all'identità che Mauro ha voluto dare. Credo che questi fattori siano stati la chiave dei successi ottenuti». Lasciando da parte i momenti sportivi e professionali, c'è una cosa o un frangente che lo rende orgoglioso e felice di essersi legato a doppio filo con la città di Brescia? «La fiducia costante del club e della proprietà a livello umano. Ci sono stati momenti anche delicati, ad esempio tra il mio primo e il secondo anno. Si poteva traballare, ma poi le scelte hanno dato conferma del legame che si era creato ed è stato determinante per gli anni successivi con i risultati sportivi che sono arrivati. Il legame si è fortificato stagione dopo stagione». Inizia un'annata probabilmente ancora più difficile, Brescia non sarà più una sorpresa ma una delle poche squadre da battere alla luce dei risultati della scorsa stagione? «Assolutamente. Anche se già la scorsa stagione eravamo consapevoli della nostra forza, abbiamo sempre fatto le cose con grande umiltà e così dovremo fare anche la prossima. Il nostro obiettivo dovrà essere il raggiungimento dei playoff, come nella passata stagione, e giocare con la mentalità che ci appartiene. In tanti ci davano per spacciati già in semifinale, noi invece eravamo tranquilli: anche se potevamo «pagare» in fisicità ci sentivamo forti per solidità ed esperienza. Ripartiamo da questi concetti per una nuova avventura». Nel frattempo la Nazionale si appresta a partecipare agli Europei... «Ci andrò anche io - l'annuncio di Adv - con gli azzurri del 3x3».