Nel mirino Kai Jones.
Da QS a cura di Alessandro Gallo, il nome probabile per chiudere il roster. Prove tecniche di PalaDozza. Ma non solo. La Virtus entra nella settimana che porta a Ferragosto – e il giorno prima al confronto dell'Italia con l'Argentina, proprio in Piazza Azzarita – con la decisione di chi vorrebbe chiudere il proprio organico. Paolo Ronci, direttore generale bianconero, ha continuato a lavorare in queste settimane, dopo aver chiuso la squadra, pezzo dopo pezzo, a metà luglio. Un modus operandi che Paolo avrebbe voluto portare avanti anche nella passata stagione sportiva, quando, per una serie di motivi, si optò per un annuncio in massa dei nuovi giocatori ingaggiati dal club bianconero. Dopo aver scartato, più per questioni anagrafiche che per altro, Kenneth Faried, 35 anni, visto all'opera nell'ultima stagione a Reggio Emilia, potrebbe essere in arrivo l'ultima operazione. Si tratta di Kai Martinez Jones, 24 anni, originario delle Bahamas. Accreditato dalla Nba di 211 centimetri, Jones può giostrare sia come ala forte sia come centro. Scelto dai New York Knicks nel 2021, Kai viene subito scambiato con i Charlotte Hornets che, in quel periodo, era il club di proprietà di Michael Jordan. Due stagioni, senza avere quel rendimento che la Nba avrebbe voluto e qualche problema con i social, che avrebbe utilizzato per criticare i compagni di squadra. Passa per Philadelphia senza lasciare traccia in casa Sixers (nessuna presenza), poi Los Angeles Clippers e, nell'ultima stagione, Dallas Mavericks. L'altezza c'è, l'età pure: può essere quel profilo sul quale lavorare con intensità. Il genere di operazione che piace a Dusko Ivanovic che già nella prima stagione in bianconero ha dimostrato di sapere trarre il massimo dal materiale che gli viene messo a disposizione. Se Jones dovesse chiudere il roster bianconero – ma Ronci, saggiamente, si è tenuto un piccolo margine per vedere se durante la stagione sarà necessario operare qualche intervento alla Virtus – mancherà un ultimo tassello. Perché se Olidata sarà il marchio che comparirà sulle canotte bianconere nelle gare del campionato italiano, resta da capire quale sarà lo sponsor dell'Eurolega. E a proposito di Eurolega, sui social si ironizza proprio sulla principale competizione europea che ricorda le date di quello che viene chiamato 'Italian derby'. Ci sono le date, 2 gennaio per la Virtus Arena e fine marzo per l'Unipol Forum. Perché le polemiche? Beh, la scelta dello sfondo. È vero che si tratta di Italian derby, ma è anche Bologna contro Milano. Si potevano utilizzare San Petronio e il Duomo con la Madonnina, i tortellini e il panettone. In Eurolega hanno fatto una scelta diversa e, per questo, discutibile: il Colosseo. Poi è vero che la rivalità tra l'Olimpia e la Virtus è storicamente datata e si è acuita negli ultimi anni. Ma il derby, a Bologna, è uno solo. Dal 1966 (con qualche propaggine legata al Gira nella seconda metà degli anni Settanta) è Virtus-Fortitudo. Il derby, basta la parola.