Edwards in gran spolvero.
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giorgio Borreddu, il recap della sfida giocata a Trento. Si guarisce anche da due sberle in Eurolega. Basta metterne cento (102) contro Trento. Punti non scontati. E impresa tutt'altro che banale contro la miglior difesa dell'Lba. La Virtus si dimentica le notti tragiche in Europa e si ricorda che l'attacco, nel basket, conta. Felice anche Ivanovic: «L'atteggiamento è stato giusto. Loro in casa stavano facendo bene. È una vittoria importante». Finisce 83-102 contro una Dolomiti elastica nel primo quarto, poi finita alle corde dalla distribuzione di punti delle Vu Nere. Sei in doppia cifra. Morgan il migliore (17). Bene anche Diarra e il tiro da 3 (52%). Vildoza il più elegante. «Siamo partiti bene. Poi siamo stati bravi a tenere. Era una vittoria che ci serviva», dice l'argentino. In difesa poche le palle perse. «Non è stata una settimana facile. Ma avevamo bisogno di vincere» commenta Niang. Triple - Già nel primo quarto si era capito che sarebbe stata una partita ad alto ritmo, quella di Bologna. I punteggi elevati erano un indizio sufficiente. Ma Trento aveva punti nelle mani. E triple di qualità. Dettagli, questi, che le Vu Nere avevano preparato nelle ore scorse. Al punto che sul campo la squadra di Ivanovic ha preso subito le misure. Il 4/7 da 3 porta la Virtus a vincere un primo quarto da 24-26. Pochi palleggi, tanti passaggi per gli uomini di Ivanovic. E soprattutto il solito, bellissimo Edwards capace di mettere canestri da posizioni impossibili. Certo Trento, avversario scomodo, ha avuto coraggio tutto il match. Il 7- 0 iniziale è solo un incipit che fa seguito a diversi strappi, piccoli break con cui anche la Dolomiti ha saputo mettere vivacità al suo match. Bene Bayehe, anche bravo a mettere una tripla vicino alla prima sirena che ha tenuto lì Trento. Nel secondo Bologna muove meno la palla e si affida a Diarra nel reparto lunghi. Ma è Pajola con una tripla a portare l'Olidata sul +5 (30-35). Mini-vantaggio incrementato dai suoi liberi, da un canestro di Hackett e da una triplona di Vildoza.
Lo strappo - Ma è nel terzo che la Virtus ha messo il sigillo tecnico e mentale sulla partita, orchestrando un parziale che ha mostrato tutta la differenza di ritmo e fiducia tra le due squadre. La tripla immediata di Edwards ha aperto la frazione, preludio a un dominio costruito sulla precisione (10/18 da tre contro il 3/15 di Trento) e su una circolazione di palla da manuale. Trento ha sì tanti secondi possessi (anche sopra la media stagionale), ma la precisione difetta. E così la Virtus prende il largo, anche fino al +17. Jones e Bayehe sbagliano le triple che possono riaprire la partita, Niang (ex, che vince la sfida col fratellino) sfrutta il vantaggio fìsico e sigla il 62-78 confermato alla sirena. L'ultimo quarto è un Pajola-Morgan show: il primo inventa, l'altro finalizza. Fino al +22, massimo vantaggio. I minuti che mancano sono una formalità.