Manovre nella sede romana
Le rassicurazioni da una parte, le carte dall'altra. Mentre a Trieste si cerca di decifrare il futuro della pallacanestro, il proprietario del club biancorosso Paul Matiasic continua a lavorare anche in direzione Colosseo. Le ultime novità non sono semplici indiscrezioni: la notizia della domanda di affitto presentata da Matiasic per il PalaEur arriva da fonti ufficiali e ha superato rigorose verifiche incrociate. Si tratta di una mossa concreta per accaparrarsi il palcoscenico più prestigioso della Capitale. La strategia di Matiasic sembra muoversi su due binari paralleli ma distinti. Le rassicurazioni fornite alla piazza giuliana negli ultimi giorni, volte a garantire stabilità dopo i recenti scossoni societari, mantengono la loro validità. La scelta di puntare su Roma non andrebbe letta come un disimpegno nei confronti di Trieste, bensì come la volontà di ampliare il proprio raggio d'azione nel basket che conta. I fatti confermano le ambizioni romane, ma non cancellano la promessa di continuare a lavorare per il futuro del progetto biancorosso. Ieri abbiamo interpellato la Pallacanestro Trieste per ottenere una conferma, ma la proprietà prosegue nella sua linea prudente prima di fare qualsiasi dichiarazione. L'inserimento di Matiasic sul PalaEur ha creato un vero e proprio corto circuito logistico, dato che lo storico impianto sembrava già promesso alla cordata guidata da Donnie Nelson. Inizialmente si pensava che Matiasic potesse accontentarsi del Pala- Tiziano, ma il rilancio sul PalaEur cambia radicalmente lo scenario. A confermare la concretezza della posta in palio arrivano le parole di Pompilio Salerno, responsabile della comunicazione di Eur Spa, la società che ha in gestione rimpianto conosciuto anche come PalaLottomatica. Salerno ha confermato ufficialmente che «esistono interlocuzioni con diversi soggetti che hanno interesse a prendere in affitto il palazzo e c'è la disponibilità di Eur Spa di ospitare delle partite del prossimo campionato di basket». Se da un lato la dichiarazione di Eur Spa certifica che il palazzo è effettivamente sul mercato e che la trattativa è calda, dall'altro appare chiaro che, ad oggi, non sia stato ancora sottoscritto alcun accordo definitivo con nessuno dei pretendenti. Il campo è aperto, ma i tempi stringono, seppur con molte incognite. Se inizialmente veniva indicato il 31 marzo come termine ultimo fissato da Nba Europe per aderire al progetto, oggi quella scadenza — così come la partenza dell'intero piano nel 2027-'28 — non appare più così sicura. Esiste la concreta possibilità che i tempi slittino e che la situazione sia ancora in piena evoluzione. Con le offerte che si sovrappongono e un testa a testa al buio, con la stagione alle porte, la decisione finale su a chi affidare le chiavi del palazzo spetterà alla Fip. I tempi non sono ancora stati definiti uffìcialmente, ma l'urgenza di programmare renderà il verdetto inevitabilmente imminente. Sarà dunque la Federazione a decidere chi avrà le chiavi del basket romano. L'attesa sta per finire e Trieste capirà a breve quale destino l'attende. Se da un lato il legame con la piazza rimane un punto fermo delle ultime dichiarazioni, dall'altro la richiesta ufficiale per la gestione del PalaEur e l'apertura confermata dall'ente gestore hanno trasformato quella che era una suggestione in una dichiarazione d'intenti concreta. Non si tratta più di semplici ipotesi: la manovra su Roma è un fatto depositato che costringe la piazza triestina a interrogarsi su come queste ambizioni nella Capitale si integreranno con il progetto biancorosso.