Coach Cotelli: «a Trieste dovremo alzare di nuovo il livello»

18 aprile 2026 07:32

Campo caldo e squadra carica quella giuliana

Da BresciaOggi a cura di Luca Canini, una sfida molto delicata per la Germani a Trieste. Meno quattro al dunque e la Germani che esce a tutta dal Taliercio si prepara a sbarcare a Trieste. Seconda trasferta minata di fila dopo il 74-89 di Venezia che ha messo Brescia nella condizione ideale per la volata a due con Bologna che assegnerà la testa di serie numero uno del tabellone play-off. Mica male come prima stagione da capo allenatore per un Matteo Cotelli che rischia seriamente di regalarsi e regalare alla piazza un record storico: mai a queste latitudini si è andati oltre la terza posizione in regular season; con Milano e Venezia sprofondate a -4, basteranno due vittorie nelle ultime quattro per essere sicuri almeno del secondo posto. Ma prima dei calcoli e dei brindisi, c'è da passare per le forche caudine del PalaTrieste, che con il PalaLeonessa è il fortino più imprendibile del torneo (due sole sconfitte interne per i giuliani, battuti in casa da Bologna e Venezia). «Partita difficilissima, forse la trasferta più complicata della stagione - presenta così la sfida Matteo Cotelli -. Trieste ha perso solo due volte davanti ai suoi tifosi e questo ci deve far capire il livello di attenzione che servirà domani». Guardia alta e testa solo al parquet, con l'impresa in Laguna che va incorniciata e appesa alla parete dei ricordi più belli. «Dopo vittorie del genere si tende a mollare un po' - avverte Cotelli -. Dovremo essere bravi a restare sul pezzo, a mettere in campo il giusto approccio e la giusta solidità. Mi aspetto una partita durissima, un altro antipasto di quello che ci troveremo ad affrontare quando inizieranno i play-off». Massima attenzione Germani avvisata, mezza salvata. Anche se dal punto di vista mentale Brescia ha dimostrato più volte di non soffrire cali e distrazioni. Difficile immaginare un gruppo appagato dall'alto del tasso di esperienza dei suoi trascinatori e del livello di compattezza acquisito. Tanto più dopo un successo significativo come quello in Laguna, dove la differenza l'hanno fatta gli eroi a sorpresa del quintetto di «cavalli pazzi» formato da Ivanovic, Cournooh, Rivers, Burnell e Mobio. Magari non sarà stata la vittoria più importante e pesante della stagione, quella di Venezia, ma di sicuro la più spettacolare ed entusiasmante per tanti motivi. «Ho avuto risposte importanti - conferma Cotelli -. Vincere in quel modo, su un campo del genere e contro un avversario così attrezzato, non può che essere un ottimo segnale». Merito di chi stava in campo ma anche di chi stava in panchina, con la capacità di leggere i momenti e assecondare il flusso che è stata determinante eccome. Vento dritto nelle vele che va sfruttato anche nel Golfo di una Trieste che sotto la guida dell'ex Francesco Taccetti ha ritrovato entusiasmo e voglia. «Sta facendo un grande lavoro e la squadra risponde. Sarà un piacere sfidarlo dopo avere lavorato spalla a spalla. Trieste viene da due vittorie di fila, ha talento, ha fisicità: dovremo giocare un grande match e alzare di nuovo il livello della nostra pallacanestro». Occhi apertissimi e vietato distrarsi. Con tutta la curiosità del caso per i primi minuti a disposizione del neo-acquisto Jayden Nunn. «Abbiamo sfruttato la settimana lunga per cercare di portarlo dentro al nostro mondo il più possibile. Viene da un basket diverso ed è la prima volta che scopre l'Europa: dovremo avere un po' di pazienza e lasciargli il tempo fisiologico che serve per assorbire tante cose nuove. Gli ho chiesto comunque di giocare come sa, di non lasciarsi condizionare troppo dagli impedimenti e dalle difficoltà. A noi serve un giocatore d'istinto, che abbia la capacità di far saltare gli schemi con le sue accelerazioni, e lui ha tutto per essere quel tipo di giocatore». 

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