L'americano è sempre oggetto di discussione
Dal Corriere di Bologna a firma Luca Aquino, la situazione in casa Vù nere. Non è ancora il momento di premere il pulsante "panico", ma di certo la Virtus dovrà cambiare marcia e soprattutto atteggiamento per strappare almeno una partita in Trentino e recuperare il vantaggio del fattore campo perso nell'opaca serata di martedì. Non ha funzionato nulla, se non a sprazzi, la squadra è evidentemente incorsa nell'errore di pensare bastasse un filo di gas dopo il trentello della gara di esordio e, come spesso accade nei playoff, ha subito lo scioccante ribaltone. L'Aquila l'ha già battuta due volte su tre in stagione in Fiera, sarà bene tenerlo a mente venerdì e domenica ai piedi delle montagne per approcciare la gara con maggiore solidità ed intensità. Sono tanti i temi che hanno generato dibattito in uscita da gara 2, dalla pessima prova di Edwards alla gestione di Jakovljevic e agli equilibri da ritrovare per l'assenza di Alston. Quella veramente pesante, e che si nota soprattutto quando c'è bisogno di disciplina tattica e idee come martedì, è però quella di Pajola, uomo d'ordine che difficilmente deraglia di fronte alle avversità e sempre lucido a differenza del settore play di gara 2. Sulla sua presenza a Trento resta un grosso punto interrogativo. Tornando a martedì, Edwards ha realizzato le prime due triple e poi ha chiuso con 2/13 al tiro, fallendo anche tiri aperti che hanno generato malumore fra i tifosi e anche qualche reazione a distanza da parte dell'americano. Sintomi di nervosismo che, anche nelle serate peggiori, non si erano ancora visti quest'anno da un giocatore che è chiaramente l'uomo chiave: la Virtus ha bisogno dei suoi punti per fare strada in questi playoff. È stata una serata no anche per Jakovljevic che non è riuscito a trasmettere i giusti input alla squadra e ha destato dubbi particolarmente nella gestione di Morgan. Il rientrante americano ha segnato 15 punti in 8 minuti nel primo tempo, probabile che dopo un mese di stop il suo minutaggio fosse contingentato a un massimo di 16-17 e allora risulta poco comprensibile farglielo bruciare nel terzo quarto quando il frustrato Edwards si è sostanzialmente autosostituito dopo due minuti senza opposizione del coach. La sconfitta non si può infine spiegare solo con l'assenza di Alston, ma è certo che andranno trovati nuovi equilibri. A Vildoza è stata evidentemente chiesta una maggior produzione in termini di punti, ma si deve trovare il modo che questo non penalizzi la sua regia come è stato in gara 2 quando anche Yago è stato molto confusionario. Discusso ?