Nettamente superiore la squadra di coach Poeta
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap di una sfida senza sfida. A un passo dal 32° scudetto. Già martedì al Taliercio l'Olimpia si gioca il primo di tre match point tricolori. Ci si arriva sul 2-0 costruito da Milano in due partite che sembravano chiuse già nel primo tempo. E che lo erano effettivamente, con un fossato troppo ampio da colmare, se la buona ripresa non è mai bastata alla Reyer per riaprirla. Stavolta la voragine l'ha aperta Armoni Brooks, il grande atteso, con IO punti negli ultimi 100 secondi prima del riposo: è stato f anima di un parziale di 18-0 in cinque minuti a cavallo dell'intervallo. Di fronte al tutto esaurito (12.300 spettatori, massimo stagionale) di quella che potrebbe essere stata tultima volta quest'anno al Forum, c'è stata partita fino al -5 ospite a metà secondo quarto, poi la grandinata di canestri Olimpia (5/7 da tre nel primo quarto, 9/14 a metà partita) ha punito il frangente da soli sei punti in otto minuti di Venezia, affondata fino al 66-39 al 22'. Osservato speciale Olimpia, Cole ha creato per Wiltj er e Valentine finché c'è stata gara, conquistando falli per alleggerire la pressione, ma stavolta oltre a Bowman è stato Parks (0/3) a bucare per Spahija, mentre il trattamento su misura ha normalizzato per una volta il momento magico di Tessitori. Protagonisti Rispetto a gara-1, stavolta l'ondata giusta Milano l'ha trovata dal primo quintetto, con LeDay a dare il timbro alla partita con 13 punti nei primi sette minuti (partito con 4 triple), completato con l'ingresso del solito Bolmaro (8 punti in sei minuti) . Messa la partita sui propri binari sul 33-22 aU'ir, tOlimpiaha visto tornare Venezia a un paio di possessi, poi ha piazzato il 28-6 della fuga sul +27 di inizio ripresa, animato dalla sfuriata di Brooks entrato di forza nella serie con 5 triple: «È la cosa di cui sono più contento, riuscire a trovare sempre un giocatore diverso, e questo ci rende imprevedibili e fa giocare tutti con fiducia: a oggi è la nostra chiave - è la soddisfazione del coach Olimpia Peppe Poeta -. Sono veramente contento di come condividiamo il pallone, 27 assist dopo i 28 di gara-1. Ma l'abbiamo vinta con tultimo quarto difensivo, tenendoli a 15 punti senza offrire speranze di rimonta a una squadra con cui appena abbassiamo l'intensità prendiamo un 9-0. Siamo stati bravi a non farli accendere anche se hanno sempre i loro momenti, una squadra super pericolosa che le ha provate tutte anche tatticamente andando grandissima o piccolissima. Mi aspetto che proveranno a fare tanti cambi come nel finale, hanno tutte le carte in regola per metterci in difficoltà: dovremo essere bravi a restare solidi sui nostri due princìpi, la pressione difensiva e la eondivisione della palla in attacco». Qualità All'Olimpia basta in realtà una ripresa da 30 punti per tenere a distanza la Reyer il cui rientro in realtà non spaventa mai: «Complimenti a Milano per il livello di pallacanestro che gioca. Sono profondi, sono freschi il commento di là del coach Reyer Neven Spahija I cinque minuti di fine primo tempo sono stati pazzeschi, ce la siamo giocata fino al 38-33 poi con cinque triple sono scappati perché hanno una qualità enorme: l'80 per cento dei loro tiri sono stati contestati e si vede la differenza di qualità. La nostra stanchezza non ci aiuta: come tutte le squadre in A a parte Bologna non abbiamo rotazioni come le loro, la cosa numero uno è riposare e recuperare un po' di energia. Non posso dire niente ai miei ragazzi: non è il momento delle critiche e della rabbia ma solo del supporto e di un abbraccio. Il pubblico può aiutare tanto. Noi non vogliamo mollare: 2-0 per loro, andiamo a casa a riposare e a provarci davanti ai nostri tifosi». Con l'eccezione che ha permesso l'impresa (il colpo in gara-1 a Bologna) è la quinta sconfitta in sei trasferte ai playoff per la Reyer, tenera adesso dopo che in stagione regolare era stata seconda solo alla Virtus per rendimento fuori casa. E adesso conta sull'effetto Taliercio, dove non ha mai perso ai playoff.